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Sentenza

Sentenza n. 1089/2026 - Venezia, Sezione 2

per l’annullamento della diffida a demolire ai sensi dell’art. 167 d.lgs. 42/2004 e degli artt. 35 e 27 d.P.R. 380/2001 e successive modifiche ed integrazioni, relative a opere edilizie in Via Forte Marghera;

Giustizia amministrativa202600669

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diffida comunale alla demolizione di strutture per il ricovero e l'assistenza di una colonia felina, di un deposito attrezzi e di partizioni interne, adottata ai sensi degli artt. 167 d.lgs. 42/2004 e 27 e 35 d.P.R. 380/2001

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (associazione animalista)

Prevale il privato

La controversia

L’associazione ha impugnato la diffida alla demolizione di cinque tipologie di opere realizzate nell’area vincolata di Forte Marghera: due casette in legno adibite a covili per felini, un box metallico utilizzato come deposito attrezzi, sette piccole casette da giardino e partizioni interne in legno di un edificio. Con il primo motivo ha dedotto travisamento dei fatti, carenza di istruttoria, violazione degli artt. 1 e 3 l. 241/1990, dell’art. 6 d.P.R. 380/2001, del d.m. 2 marzo 2018 e falsa applicazione degli artt. 27 e 35 d.P.R. 380/2001, sostenendo che le opere esterne rientrassero nell’edilizia libera e che le partizioni interne fossero soggette a CILA. Con il secondo motivo ha dedotto violazione degli artt. 2, 4 e dell’allegato A d.P.R. 31/2017, dell’art. 167 e falsa applicazione dell’art. 149 d.lgs. 42/2004, oltre a travisamento, difetto di istruttoria e di motivazione, sostenendo che le opere fossero di lieve entità e non necessitassero di autorizzazione paesaggistica. Con il terzo motivo ha lamentato mancato bilanciamento degli interessi costituzionali, violazione degli artt. 9, 41, 3 e 97 Cost., sviamento, ingiustizia manifesta, difetto di proporzionalità e di motivazione, evidenziando la funzione delle strutture nella tutela della colonia felina.

La decisione

Il TAR ha accolto congiuntamente i primi due motivi e ha annullato la diffida. Le casette destinate al ricovero dei felini e le sette casette da giardino sono state ritenute opere di modeste dimensioni, amovibili e inidonee a compromettere l’assetto del territorio; esse rientrano quindi nell’edilizia libera ex art. 6 d.P.R. 380/2001, anche alla luce del punto 47 dell’allegato 1 al Glossario dell’edilizia libera, relativo al ricovero di animali domestici e da cortile. Il box metallico per gli attrezzi è stato ricondotto al punto 48 del Glossario, relativo ai ripostigli per attrezzi e manufatti accessori di limitate dimensioni non stabilmente infissi al suolo. Le medesime opere esterne, per conformazione e lieve entità, sono state ritenute non soggette ad autorizzazione paesaggistica: pur rilevando che le voci A.17 e A.12 dell’allegato A al d.P.R. 31/2017 non si attagliano perfettamente al caso concreto, il giudice ha valorizzato l’analogia tipologica con gli interventi esclusi dall’autorizzazione e l’assenza, nell’allegato B, di opere analoghe tra quelle soggette ad autorizzazione semplificata. Le partizioni interne dell’edificio sono state invece qualificate come opere assentibili mediante CILA ex art. 6-bis d.P.R. 380/2001 e, pertanto, sottratte alla disciplina repressiva dell’art. 35 d.P.R. 380/2001. È stata ritenuta irrilevante, nel caso specifico, la circostanza che le opere insistessero su area comunale, poiché la diffida era fondata esclusivamente sull’asserita assenza dei titoli edilizi e paesaggistici. La terza censura è stata assorbita. Le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 6 d.P.R. 380/2001

    Le strutture amovibili e di modeste dimensioni destinate al ricovero di animali possono rientrare nell’edilizia libera, secondo l’elenco non esaustivo del Glossario dell’edilizia libera.

  • art. 6-bis d.P.R. 380/2001

    Le partizioni interne dell’edificio sono state qualificate come opere realizzabili mediante CILA.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    La disposizione era stata richiamata dall’amministrazione quale fondamento della repressione edilizia, ma non è stata ritenuta applicabile alle opere correttamente qualificate come edilizia libera o soggette a CILA.

  • art. 35 d.P.R. 380/2001

    La disciplina repressiva non si applica alle opere di edilizia libera né alle opere interne soggette a CILA.

  • art. 167 d.lgs. 42/2004

    La sanzione demolitoria paesaggistica non può essere fondata sulla mera collocazione in area vincolata quando le opere, per caratteristiche e lieve entità, non richiedono autorizzazione paesaggistica.

  • d.m. 2 marzo 2018, Glossario dell’edilizia libera, allegato 1, punto 47

    ricovero per animali domestici e da cortile, voliera e assimilata, con relativa recinzione

    La previsione ricomprende, nell’ambito dell’edilizia libera, le opere destinate al ricovero di animali domestici e assimilati.

  • d.m. 2 marzo 2018, Glossario dell’edilizia libera, allegato 1, punto 48

    ripostiglio per attrezzi, manufatto accessorio di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo

    La previsione consente di ricondurre all’edilizia libera il box per attrezzi di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo.

  • d.P.R. 31/2017, allegato A, voce A.17

    installazioni esterne poste a corredo di attività economiche ... costituite da elementi facilmente amovibili ... e prive di parti in muratura o strutture stabilmente ancorate al suolo

    La voce è stata utilizzata quale parametro di analogia per riconoscere la lieve entità e l’assenza di impatto paesaggistico delle strutture amovibili.

  • d.P.R. 31/2017, allegato A, voce A.12

    interventi da eseguirsi nelle aree di pertinenza degli edifici non comportanti significative modifiche degli assetti planimetrici e vegetazionali

    La voce è stata richiamata come ulteriore termine di analogia per opere accessorie di modesta incidenza paesaggistica.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Le strutture di modeste dimensioni, amovibili e non stabilmente infisse al suolo, destinate al ricovero di animali domestici o assimilati, possono essere ricondotte all’edilizia libera ai sensi dell’art. 6 d.P.R. 380/2001 e del punto 47 del Glossario dell’edilizia libera.
  • Un manufatto accessorio di limitate dimensioni, non stabilmente infisso al suolo e destinato a deposito o ripostiglio per attrezzi rientra nell’edilizia libera ai sensi del punto 48 del Glossario dell’edilizia libera.
  • Le opere interne consistenti nella modifica della distribuzione degli spazi mediante partizioni non strutturali sono assentibili mediante CILA ai sensi dell’art. 6-bis d.P.R. 380/2001 e non sono soggette alla sanzione demolitoria prevista per interventi eseguiti in assenza di titolo edilizio maggiore.
  • La collocazione di opere in area sottoposta a vincolo paesaggistico non rende automaticamente necessaria l’autorizzazione paesaggistica: occorre verificare in concreto la consistenza, l’amovibilità e l’incidenza dell’intervento sui valori tutelati.
  • In assenza di una specifica e corretta qualificazione edilizia e paesaggistica delle opere, l’amministrazione non può applicare la disciplina repressiva degli abusi edilizi e paesaggistici sulla sola base della loro collocazione in area vincolata.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAbusi edilizi e sanzioniAutorizzazione paesaggisticaMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezza

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