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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10003/2025 del 16/04/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di rettifica dell’accertamento doganale emesso per dazio e IVA su importazioni del 2011 effettuate in rappresentanza indiretta da uno spedizioniere doganale per conto di una società licenziataria di un marchio. L’Ufficio doganale aveva ritenuto che nel valore in dogana delle merci dovessero essere incluse le royalties corrisposte alla licenziante del marchio, poiché tali corrispettivi sarebbero stati condizione della vendita. La CTR aveva invece escluso l’inclusione delle royalties, rilevando l’assenza di prova di un potere di controllo della licenziante sul produttore diverso dal mero controllo qualitativo. Con l’unico motivo di ricorso l’Agenzia deduce violazione e falsa applicazione delle norme doganali e codicistiche richiamate, sostenendo che i giudici di merito avevano erroneamente interpretato le clausole contrattuali e le nozioni di "condizione di vendita" e di "legame" tra le parti, trascurando indicatori da cui emergeva un controllo gestionale della licenziante sulla filiera produttiva e distributiva, tale da imporre l’inclusione delle royalties nel valore doganale.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso dell’Agenzia. Dopo aver escluso le eccezioni di inammissibilità sollevate dalla controricorrente, ha ricostruito il quadro normativo e giurisprudenziale sulla rilevanza delle royalties nel valore doganale, affermando che esse vanno aggiunte quando non incluse nel prezzo, riferite alle merci e dovute come condizione della vendita; se il beneficiario delle royalties è soggetto diverso dal venditore, occorre verificare se esista un legame e un controllo idonei a subordinare l’importazione al pagamento del diritto di licenza. Ha quindi censurato la CTR per non aver esaminato compiutamente le clausole contrattuali e per aver ridotto il controllo a un mero controllo qualità, senza verificare se gli elementi del contratto e della filiera dimostrassero invece un controllo più ampio della licenziante. La sentenza impugnata è stata pertanto cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado competente anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 1362 c.c.

    richiamato per la dedotta violazione dei criteri di interpretazione del contratto di licenza

  • art. 29 Reg. CEE n. 2913/1997

    richiamato nel quadro della disciplina del valore doganale dichiarato

  • art. 32 Reg. CEE n. 2913/1992

    le royalties vanno aggiunte al prezzo quando sono riferite alle merci e costituite da corrispettivi dovuti come condizione della vendita

  • art. 23 Reg. CE n. 2454/1993

    richiamato tra le norme di attuazione in materia doganale

  • art. 143 Reg. CE n. 2454/1993

    richiamato per la nozione di persone legate e di controllo, anche diretto o indiretto

  • art. 157 Reg. CE n. 2454/1993

    specifica che i diritti di licenza concorrono al valore doganale se riferiti alle merci e dovuti come condizione del contratto di vendita

  • art. 159 Reg. CE n. 2454/1993

    per i marchi di fabbrica, l’importo si aggiunge al prezzo solo al ricorrere delle condizioni indicate dalla norma, tra cui il vincolo dell’acquisto da fornitori non liberi

  • art. 160 Reg. CE n. 2454/1993

    quando il pagamento è dovuto a un terzo, le condizioni sulla vendita si considerano soddisfatte solo se il venditore o persona legata lo richiede all’acquirente

  • art. 2727 c.c.

    richiamato per il tema delle presunzioni in relazione agli indicatori di controllo

  • art. 2729 c.c.

    richiamato per il tema delle presunzioni semplici sugli indici di fatto del controllo

  • art. 115 c.p.c.

    richiamato per la dedotta erronea valutazione delle prove e degli atti di causa

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    il motivo è stato incardinato come vizio processuale/falsa applicazione di norme di diritto

  • art. 380 bis c.p.c.

    richiamato sulla trattazione camerale del ricorso in cassazione

  • art. 391, comma 3, c.p.c.

    richiamato in relazione all’istanza di pubblica udienza

  • art. 8 direttiva 2008/95/CE

    richiamato come indice della fisiologica necessità di controllo del titolare del marchio sul licenziatario

  • art. 11 disp. prel. c.c.

    richiamato per escludere che il nuovo documento TAXUD/B4/2016 abbia valore normativo vincolante

  • art. 32, par. 1, lett. c, codice doganale comunitario

    richiamato come base della rettifica del valore doganale per royalties

  • art. 143, par. 1, lett. e, DAC

    richiamato per definire il controllo e il legame fra persone ai fini doganali

Massime di principio

  • Ai fini della determinazione del valore in dogana, i diritti di licenza devono essere inclusi nel prezzo quando non siano già compresi, siano riferiti alle merci importate e siano dovuti come condizione della vendita.
  • La nozione di "condizione di vendita" non richiede una clausola espressa: va verificato, in concreto, se il venditore non sarebbe disposto a vendere senza il pagamento delle royalties.
  • Quando le royalties sono pagate a un soggetto diverso dal venditore, occorre accertare se tra venditore e licenziante esista un legame, diretto o indiretto, tale da consentire al titolare del diritto di imporre o garantire il pagamento del corrispettivo.
  • Per stabilire l’esistenza del controllo rilevante in materia doganale non basta il mero controllo di qualità; occorre valutare complessivamente gli indici contrattuali e fattuali che mostrino un potere di ingerenza sulla filiera produttiva, logistica, commerciale o sui fornitori.
  • Il giudice di merito deve esaminare specificamente le clausole del contratto di licenza e gli indicatori concretamente emergenti dagli atti per verificare se il pagamento delle royalties sia funzionalmente collegato alla vendita delle merci importate.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioRiscossioneAccertamento
RamiTributi
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

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