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Cassazione Civile, Ordinanza n. 29980/2021 del 25/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (donante)

La controversia

Un soggetto convenne in giudizio la controparte e un terzo deducendo che, dopo un preliminare, nel 2004 era intervenuta la compravendita di un appartamento che, per la sostanza dell'operazione, andava qualificata come donazione indiretta in favore della promissaria, collegata alla promessa di matrimonio intercorsa tra le parti dal 2002. Poiché il matrimonio non era stato celebrato, domandò la revoca/restituzione dell'attribuzione ai sensi dell'art. 80 c.c. I giudici di merito respinsero la domanda ritenendo che la norma sui doni tra fidanzati riguardasse solo liberalità d'uso e non potesse estendersi a immobili, neppure se attribuiti indirettamente. In cassazione il ricorrente dedusse la violazione e falsa applicazione dell'art. 80 c.c., sostenendo che la nozione di 'doni' avrebbe portata ampia e comprenderebbe anche donazioni immobiliari, dirette o indirette.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il motivo. Ha cassato la sentenza impugnata perché l'interpretazione restrittiva seguita dai giudici di merito, che escludeva in assoluto le donazioni immobiliari dall'ambito dell'art. 80 c.c., non è condivisibile. La Corte ha affermato che i doni tra fidanzati sono vere e proprie donazioni e possono comprendere anche attribuzioni immobiliari, incluse quelle indirette, purché compiute a causa della promessa di matrimonio. Ha quindi rinviato la causa alla Corte d'appello di Lecce, in diversa composizione, per i necessari accertamenti di fatto e per la regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 80 c.c.

    I doni tra fidanzati, se fatti a causa della promessa di matrimonio, sono soggetti a restituzione/revoca quando il matrimonio non viene celebrato; la norma non è limitata alle sole liberalità d'uso e può ricomprendere anche donazioni immobiliari, dirette o indirette.

  • art. 770 c.c.

    Richiamato come disciplina delle liberalità d'uso, ma escluso che i doni tra fidanzati possano essere ridotti a tale figura.

  • art. 782 c.c.

    Richiamato per evidenziare la forma pubblica richiesta per la donazione immobiliare diretta.

  • art. 783 c.c.

    Richiamato per la disciplina della donazione di modico valore e del perfezionamento mediante traditio in specifici casi.

  • art. 769 c.c. e segg.

    Richiamati per qualificare i doni prenuziali come vere e proprie donazioni, soggette ai requisiti di sostanza e di forma previsti dal codice.

  • art. 785 c.c.

    Richiamato per escludere l'assimilazione dei doni prenuziali alla donazione obnuziale, poiché quest'ultima non produce effetto fino al matrimonio.

Massime di principio

  • I doni fatti tra fidanzati in vista del matrimonio non vanno automaticamente ricondotti alle liberalità d'uso: possono integrare vere e proprie donazioni, con applicazione della disciplina codicistica propria delle donazioni, salvo i casi di modico valore.
  • L'art. 80 c.c. deve essere interpretato in modo non restrittivo: la nozione di 'doni' comprende anche attribuzioni immobiliari, dirette o indirette, quando siano causalmente collegate alla promessa di matrimonio.
  • Ai fini della restituzione dei doni prenuziali rileva in modo decisivo la causa concreta dell'attribuzione, cioè che il bene sia stato donato proprio in considerazione della promessa di matrimonio e senza altra plausibile giustificazione.
  • Se il matrimonio non sopravviene, viene meno la presupposizione che giustificava l'attribuzione gratuita; in caso di donazione indiretta immobiliare, ciò comporta la caducazione dell'attribuzione nel rapporto interno tra donante e donatario, senza incidere sul rapporto esterno con il terzo venditore.
  • La restituzione prevista dall'art. 80 c.c. va perseguita, in caso di donazione immobiliare indiretta, mediante la retrocessione del bene al soggetto che ha sostenuto l'attribuzione in senso sostanziale.

Come è indicizzato

MaterieTransazione
RamiContratti
IstitutiNullitàBuona fede e correttezza

Testo integrale

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