Cassazione Penale, Sentenza n. 32698/2026 del 02/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (amministrazione)
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte di appello di Napoli che aveva rigettato l'opposizione contro il diniego di revoca della confisca di un immobile destinato ad abitazione familiare, formalmente acquistato e intestato alla ricorrente nel 2004. La confisca era stata disposta in conseguenza della condanna definitiva del convivente, poi coniuge, per usura ed estorsione commesse fino al 2007. La ricorrente, assolta dal reato di ricettazione contestatole nello stesso procedimento, ha dedotto la violazione degli artt. 240 e 240-bis c.p. e il vizio di motivazione. Con il primo motivo ha sostenuto di avere una propria disponibilità economica lecita, dimostrata da una consulenza tecnica di parte, sufficiente a finanziare l'acquisto dell'immobile. Con il secondo motivo ha censurato la valutazione della Corte territoriale, che aveva ritenuto irrilevanti i dissequestri disposti in sede cautelare relativamente ad altri beni. La Corte di cassazione ha rilevato che i motivi erano generici e aspecifici rispetto alla motivazione dell'ordinanza impugnata: il complesso dei redditi familiari consentiva a stento di coprire le rate del mutuo; non era stata fornita un'adeguata giustificazione dell'acquisto se non mediante proventi occulti e illeciti riconducibili all'attività usuraria del convivente; la consulenza difensiva ricostruiva la situazione patrimoniale della famiglia utilizzando anche i redditi del convivente, già definitivamente qualificati come provento dei traffici usurari; le vicende cautelari relative ad altri beni non erano rilevanti; inoltre, dagli atti risultava che la ricorrente era una mera intestataria fittizia e che il convivente era il reale ed unico gestore della società e del bene, senza che la ricorrente avesse concorso all'acquisto o esercitato su di esso un effettivo potere di fatto.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo entrambi i motivi generici e aspecifici. È stata confermata la decisione che aveva negato la revoca della confisca, sulla base dell'accertata sproporzione e dell'assenza di una comprovata provvista lecita autonoma della ricorrente, nonché della sua natura di intestataria fittizia del bene. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
La norma è richiamata dalla ricorrente in relazione alla legittimità della confisca e alla richiesta di restituzione del bene; la Corte decide il ricorso sul piano dell'inammissibilità per genericità e aspecificità dei motivi.
La norma è richiamata dalla ricorrente in relazione alla confisca; la Corte non accoglie la censura, rilevando l'assenza di specifiche contestazioni idonee a superare la motivazione sull'origine illecita della provvista e sull'intestazione fittizia.
L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma determinata in euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende.
sentenza della Corte costituzionale n. 186 del 13 giugno 2000
È richiamata per escludere la sussistenza di condizioni ostative alla condanna al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- È inammissibile per genericità e aspecificità il ricorso per cassazione che non si confronti puntualmente con le rationes decidendi dell'ordinanza impugnata e si limiti a riproporre una ricostruzione patrimoniale già disattesa dal giudice di merito.
- Ai fini della revoca della confisca, la prova della provenienza lecita del bene deve riguardare specificamente la provvista utilizzata per l'acquisto e non può fondarsi su una ricostruzione complessiva del patrimonio familiare che includa redditi già accertati con decisione irrevocabile come provento di attività illecita.
- La mera intestazione formale di un bene non attribuisce una pretesa restitutoria effettiva quando sia processualmente accertato che l'intestatario è un soggetto fittizio e che il bene era nella disponibilità sostanziale di altro soggetto.
- Le vicende cautelari relative al dissequestro di beni diversi da quello confiscato non sono, di per sé, decisive per contestare la confisca, se il ricorso non dimostra la loro specifica incidenza sulla provenienza del bene oggetto della richiesta di restituzione.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 2 set 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 32634/2026 del 02/09/2026
- Sentenza penale · 2 set 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 32636/2026 del 02/09/2026
- Sentenza penale · 2 set 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 32638/2026 del 02/09/2026
- Sentenza penale · 2 set 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 32639/2026 del 02/09/2026
- Sentenza penale · 2 set 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 32640/2026 del 02/09/2026
- Sentenza penale · 2 set 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 32641/2026 del 02/09/2026
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →