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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32636/2026 del 02/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (imputato)

La controversia

All'imputato erano contestati il reato di resistenza a pubblico ufficiale e quello di lesioni personali volontarie. Il tribunale lo aveva assolto dal primo reato ritenendo operante la causa di giustificazione prevista dall'art. 393-bis c.p. e lo aveva prosciolto dal secondo per particolare tenuità del fatto. Il Procuratore della Repubblica ha proposto un unico motivo di ricorso, deducendo vizio di motivazione e violazione di legge con riferimento all'assoluzione per resistenza. Secondo il ricorrente, il giudice avrebbe ritenuto erroneamente non inverosimile la ricostruzione dell'imputato, pur in assenza di riscontri esterni, e avrebbe ravvisato l'esimente senza indicare adeguatamente le ragioni della sua applicabilità. La Corte ha ritenuto il ricorso generico e diretto, in sostanza, a ottenere una diversa valutazione delle prove e una nuova ricostruzione dei fatti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del pubblico ministero. Ha ritenuto non manifestamente illogica la motivazione del tribunale, che aveva valorizzato il fatto che l'imputato, già nell'immediatezza, aveva riferito di avere reagito a una grave ingiuria rivolta da un pubblico agente alla madre, circostanza riferita anche a un testimone di polizia giudiziaria. In base a tale ricostruzione, il tribunale aveva ritenuto non escludibile l'applicabilità dell'art. 393-bis c.p. La Corte ha rilevato che il ricorso non spiegava né perché la ricostruzione alternativa prospettata dall'imputato fosse del tutto inverosimile, né perché, alla luce di quella ricostruzione, l'esimente non fosse configurabile. La decisione impugnata è quindi rimasta ferma.

Norme richiamate

  • art. 393-bis c.p.

    La causa di giustificazione può essere ritenuta configurabile quando la condotta di resistenza o violenza risulti collegata a una grave ingiuria o ad altra condotta arbitraria del pubblico ufficiale, purché la ricostruzione fattuale sia sorretta da una motivazione non manifestamente illogica.

  • art. 583-quater c.p.

    lesioni personali volontarie

    Il tribunale ha prosciolto l'imputato per particolare tenuità del fatto; la sentenza di legittimità non affronta ulteriormente il merito di tale statuizione.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che contesti la ricostruzione dei fatti con argomentazioni generiche e assertive, senza indicare specificamente le ragioni per cui la motivazione della sentenza sarebbe illogica o giuridicamente errata.
  • Non è consentito utilizzare il ricorso per cassazione per sollecitare una diversa valutazione delle prove o una nuova ricostruzione dei fatti, quando la motivazione del giudice di merito non sia manifestamente illogica.
  • Ai fini dell'applicabilità dell'art. 393-bis c.p., il giudice può valorizzare anche le dichiarazioni rese dall'imputato nell'immediatezza dei fatti e confermate da elementi testimoniali, purché spieghi in modo non manifestamente illogico il collegamento tra la condotta del pubblico ufficiale e la successiva reazione.
  • Quando il ricorrente contesta il riconoscimento di una causa di giustificazione, deve indicare specificamente perché la ricostruzione fattuale posta a fondamento della decisione sia inattendibile o perché, anche assumendola come corretta, la causa di giustificazione non sia giuridicamente configurabile.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeLesioniCause di giustificazioneImpugnazioni
RamiReati contro la PADelitti contro la personaParte generaleProcesso penale
SottomaterieConsenso dell'avente diritto
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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