Cassazione Penale, Sentenza n. 34470/2024 del 12/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Vidali ha impugnato la sentenza d'appello che, pur concedendo la sospensione condizionale della pena, aveva confermato la condanna per abuso d'ufficio come extraneus (istigatore e beneficiario) in relazione al rinnovo irregolare della patente CQC tramite intermediari e funzionari infedeli della Motorizzazione. Il difensore ha proposto quattro motivi: (1) mancanza della consapevolezza che l'intermediario si sarebbe rivolto a pubblici ufficiali (necessità della rappresentazione della qualifica pubblicistica del correo); (2) mancanza di indicazione di una concreta condotta concorsuale dell'imputato (una mera istanza non sarebbe sufficiente senza intesa o sollecitazione); (3) carenza di indizi gravi, precisi e concordanti idonei a provare la collusione con i pubblici ufficiali (vizio probatorio ai sensi dell'art. 192 c.p.p.); (4) difetto di prova dell'ingiusto vantaggio patrimoniale per i funzionari e del dolo degli stessi.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendo infondati i motivi: ha condiviso la valutazione dei giudici di merito secondo cui Vidali era consapevole dell'illegittimità della procedura (es. presentazione di una richiesta come "duplicato" invece che rinnovo CQC, pagamento in contanti di 250 euro, soggetto operante nel settore consapevole dell'obbligo del corso), elementi che, insieme alle macroscopiche anomalie procedurali riscontrate per le pratiche istruite come duplicati, giustificano la prova della collusione tra intermediari e funzionari. La Corte ha inoltre ribadito i principi di diritto: il concorso dell'extraneus richiede intenzionalità/consapevolezza e elementi che dimostrino intesa o pressioni; la valutazione degli elementi di fatto è riservata al giudice di merito; l'ingiusto vantaggio ai sensi dell'art. 323 c.p. può essere "per sé o per altri". Tuttavia la Corte ha constatato che il reato contestato è prescritto (termine decorso il 2 marzo 2024) e, per tale motivo, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.
Norme richiamate
Regola la disciplina del concorso di persone nel reato; applicata per valutare la responsabilità dell'extraneus rispetto ai pubblici ufficiali
Richiamato insieme agli artt. 110 e 323 per la ricostruzione della partecipazione dell'imputato al reato
art. 323 cod. pen. (abuso d'ufficio)
"l'ingiusto vantaggio patrimoniale deve essere 'per sé o per altri'"
La Corte ha richiamato che l'ingiusto vantaggio può essere per l'autore o per terzi; la configurazione del reato richiede dolo e il compimento di atti contrari ai doveri d'ufficio che arrechino vantaggi indebiti
art. 20 d.lgs. 21 novembre 2005, n. 286
Stabilisce che il rinnovo della CQC è subordinato alla frequenza obbligatoria di un corso di 35 ore; la violazione di tale norma è elemento fattuale che ha reso macroscopicamente illegittimo il procedimento di rinnovo
Principio sugli indizi: la sentenza richiama che la prova fondata su indizi deve essere basata su elementi gravi, precisi e concordanti; la Corte di cassazione però non può riformare la valutazione probatoria dei giudici di merito se non sussiste vizio di legittimità
Disciplina l'estinzione del reato per prescrizione e la prevalenza di una causa di proscioglimento; la Corte ha precisato che, con il rigetto del ricorso, non può essere dichiarata la prevalenza di una causa di proscioglimento più favorevole sulla causa estintiva
Massime di principio
- La responsabilità dell'extraneus (privato) in reati contro la pubblica amministrazione richiede non la mera presentazione di una domanda illegittima, ma la consapevolezza e un contributo causale (intesa, sollecitazione, pressioni o evidenti elementi fattuali che dimostrino collusione) con il pubblico ufficiale.
- Le anomalie macroscopiche nella documentazione e nella procedura (es. istruzione come duplicato invece che rinnovo, mancanza dell'attestazione di corso obbligatorio) possono costituire indizi rilevanti di collusione tra intermediari e funzionari quando combaciano con altri elementi (pagamenti in contanti, ruolo professionale dell'interessato, assenza di proteste dopo il rilascio).
- La valutazione della gravità, precisione e concordanza degli indizi è rimessa al giudice di merito; la Cassazione controlla la correttezza giuridica della motivazione ma non riefferisce i fatti salvo vizio motivazionale o di diritto.
- Ai fini della configurabilità dell'abuso d'ufficio è sufficiente che l'ingiusto vantaggio sia "per sé o per altri"; non è necessario che la stessa persona pubblica e il privato ne abbiano beneficiato congiuntamente.
- La prescrizione può rendere inoperante una condanna anche se la decisione di merito è confermata su questioni di responsabilità; in Cassazione l'accertamento della prescrizione può portare all'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata quando il reato risulti estinto.
- In casi analoghi, per dimostrare la responsabilità dell'extraneus conviene acquisire prove di contatti/accordi con intermediari, modalità di pagamento sospette (contanti, senza fattura), e documentazione procedurale anomala che renda non credibile la tesi della mera richiesta legittima.
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