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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34240/2024 del 11/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per furto e danneggiamento aggravato commessi il 22/12/2022 (in concorso con Massoudi Mohamed). I motivi di ricorso erano: 1) inosservanza di norme processuali e violazione del principio di correlazione imputazione-sentenza rispetto all'aggravante di cui all'art. 61, nn. 2 e 5 c.p. (destinazione del bene a pubblico servizio); 2) vizio di motivazione circa l'elemento soggettivo del danneggiamento (il calcio al veicolo sarebbe stato diretto al coimputato e non al veicolo); 3) vizio di motivazione sulla partecipazione al furto (possibile responsabilità esclusiva del Massoudi); 4) vizio di motivazione e omissione sul riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e sulla misura dell'aumento per continuazione ai sensi dell'art. 81 c.p.; 5) vizio di motivazione per mancata valutazione delle nuove circostanze di vita e sulla richiesta di sostituzione della pena detentiva con misure alternative (detenzione domiciliare o lavoro di pubblica utilità).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto: primo motivo infondato, perché l'indicazione nell'imputazione dell'autovettura della Polizia di Stato rendeva manifesto che il bene era destinato a pubblico servizio e dunque la contestazione della aggravante, seppur 'non formale', era sufficiente; secondo motivo infondato, poiché la Corte d'appello ha motivato che il calcio è stato sferrato dopo la separazione dei litiganti, escludendo che fosse diretto al correo; terzo motivo infondato, avendo la Corte d'appello adeguatamente motivato la partecipazione del Rogers richiamando la chiamata in correità del Massoudi e riscontri investigativi e testimonianze; quarto motivo inammissibile per genericità dell'appello e manifestamente infondato quanto alla misura dell'aumento per continuazione (tenuto conto della recidiva reiterata e della congruità dell'aumento applicato); quinto motivo manifestamente infondato, poiché la Corte d'appello ha adeguatamente motivato il diniego della sostituzione della pena in ragione dei gravi precedenti e della pericolosa personalità del condannato. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 61 cod. pen. (nn. 2 e 5)

    art. 61, nn. 2 e 5, cod. pen.

    La Corte ha confermato che la circostanza aggravante relativa al bene destinato a pubblico servizio ha natura valutativa ma può essere contestata in forma non formale quando dalla descrizione dell'oggetto (es. autovettura della Polizia di Stato) risulti in modo manifesto la destinazione al servizio pubblico.

  • art. 81 cod. pen.

    La Corte ha verificato la correttezza dell'aumento di pena per la continuazione nel quadro della recidiva reiterata: l'aumento applicato è stato ritenuto congruo e non manifestamente eccessivo rispetto ai parametri di legge.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • L'aggravante 'bene destinato a pubblico servizio' è valutativa ma può essere considerata validamente contestata anche senza una formula rigida se dall'imputazione emerge in modo univoco la destinazione pubblica dell'oggetto (es. veicolo di Polizia). In situazioni simili, la difesa deve contestare con specificità la natura pubblica del bene o produrre elementi che rendano dubbia tale destinazione.
  • Per contestare l'elemento soggettivo di un atto dannoso (p. es. colpo diretto a una persona che ha accidentalmente colpito un veicolo) è necessario fornire elementi probatori chiari e circostanziati: la Corte di appello valuta tempi, modalità e testimonianze (es. separazione operata dagli agenti) per escludere l'intenzionalità rispetto al veicolo.
  • Quando la partecipazione al reato è sostenuta dalla chiamata in correità del coimputato e da riscontri investigativi/testimoniali, la ricostruzione difensiva alternativa richiede un'attività probatoria forte per essere accolta; altrimenti la Corte può ritenere smentita la versione difensiva.
  • Le censure generiche in appello (es. richiamo non specifico alle attenuanti generiche) rischiano di essere dichiarate inammissibili anche in Cassazione. Le impugnazioni devono essere specifiche e motivate.
  • La valutazione sul diniego di misure alternative alla detenzione è rimessa al potere discrezionale del giudice di merito e il controllo di legittimità è limitato alla verifica della sussistenza di motivazione congrua in ordine ai presupposti ostativi (es. gravi precedenti, pericolosità), pertanto per ottenere la sostituzione è necessario fornire elementi convincenti che superino dette valutazioni.

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