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Cassazione Penale, Ordinanza n. 07627/2025 del 25/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva condannato per evasione e resistenza a pubblico ufficiale. I motivi riproducevano sostanzialmente quelli già dedotti in appello. In particolare, i primi due motivi lamentavano la mancanza del dolo sia in relazione al reato di evasione sia in relazione al reato di resistenza, sostenendo che la motivazione di merito non avesse correttamente valutato gli elementi soggettivi. Gli ulteriori motivi censuravano il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. e la mancata esclusione della recidiva. La Corte di cassazione ha ritenuto che i motivi non si confrontassero adeguatamente con la motivazione della sentenza impugnata e che la Corte d'appello avesse motivato in modo corretto sia sul dolo, individuato nella finalità di sottrarsi al controllo degli agenti per evitare l'accertamento dell'evasione, sia sulla gravità complessiva del fatto ai fini del diniego dell'art. 131-bis c.p. e del mantenimento della recidiva.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha osservato che tutti i motivi erano meramente riproduttivi dell'atto di appello e non si confrontavano specificamente con la motivazione della sentenza impugnata. Quanto al dolo dei reati contestati, ha ritenuto corretta la valutazione di merito sulla consapevolezza dell'imputato di violare la legge penale, desunta dalla finalità di sottrarsi al controllo degli agenti per evitare l'accertamento dell'evasione. Quanto ai motivi sulla particolare tenuità del fatto e sulla recidiva, ha ritenuto congrua la motivazione della Corte territoriale, che aveva valorizzato la gravità complessiva e la pericolosità della condotta. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    Norma richiamata quale titolo del reato di evasione oggetto di condanna confermata in appello; la Corte non entra nel merito della sua applicazione, ma ritiene adeguata la motivazione sulla sussistenza del dolo.

  • art. 337 c.p.

    Norma richiamata quale titolo del reato di resistenza a pubblico ufficiale oggetto di condanna confermata in appello; la Corte reputa infondate le censure sulla mancanza di dolo.

  • art. 131-bis c.p.

    La Corte ritiene corretta la motivazione del diniego della particolare tenuità del fatto, fondata sulla complessiva gravità della condotta e sulla sua obiettiva pericolosità.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento della somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità, il ricorso è inammissibile quando i motivi si limitano a riprodurre quelli già dedotti in appello senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La contestazione del dolo non è adeguatamente proposta se non si censurano in modo puntuale gli elementi di fatto e di diritto valorizzati dai giudici di merito per desumere la consapevolezza della condotta illecita.
  • Nel reato di evasione e nelle condotte di resistenza collegate al controllo degli operanti, la finalità di sottrarsi all'accertamento può essere valorizzata come indice della consapevolezza di violare la legge penale.
  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è legittimamente motivato quando il giudice evidenzi la gravità complessiva della condotta e la sua concreta pericolosità.
  • La recidiva può essere confermata quando la motivazione di merito dia conto, in modo non illogico, della gravità del fatto e degli indici che la sostengono.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniEvasione
RamiProcesso penaleReati contro l'amministrazione della giustizia
IstitutiInutilizzabilità della provaParticolare tenuità del fattoRecidiva

Testo integrale

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