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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3800/2022 del 03/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso riguardava la condanna di Salvatore Satta per il reato previsto dall'art. 650 cod. pen., per non essersi presentato, senza giustificazione, presso la Stazione dei Carabinieri di Lula per identificazione, elezione di domicilio e nomina del difensore. Il Procuratore generale ha dedotto la violazione di legge sostenendo che l'ordine inottemperato imponeva un comportamento finalizzato a risultati che l'autorità poteva ottenere anche senza la cooperazione dell'imputato; la difesa ha altresì fatto valere l'impossibilità di adempiere (lavorava all'estero) e la natura meramente notificatoria dell'atto.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore generale e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per insussistenza del fatto. Il Collegio ha ritenuto che l'art. 650 c.p. non può essere applicato quando l'ordine imposto si risolve nell'esecuzione di un risultato che l'autorità di polizia può conseguire indipendentemente dalla cooperazione della persona (ad es. notifica di inviti, nomina del difensore), richiamando la giurisprudenza consolidata; ha inoltre osservato che, in caso di mancata presentazione, si poteva ricorrere all'accompagnamento coattivo di cui all'art. 349, comma 4, c.p.p., confermando il carattere residuo e sussidiario della norma incriminatrice.

Norme richiamate

  • art. 650 cod. pen.

    La norma punisce l'inosservanza di ordini dell'autorità per motivi di giustizia; la Corte ha interpretato che non rientrano in tale fattispecie gli ordini che impongono comportamenti finalizzati a risultati ottenibili dall'autorità anche senza la cooperazione dell'interessato.

  • art. 349, comma 4, cod. proc. pen.

    art. 349, comma 4, cod. proc. pen.

    Prevede l'accompagnamento coattivo alle autorità giudiziarie; la Corte ha rilevato che tale misura avrebbe potuto supplire alla mancata presentazione, rafforzando il carattere residuo dell'art. 650 c.p.

  • art. 23 decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18/12/2020, n. 176) e successive proroghe

    art. 23 decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (e proroghe)

    Norma procedurale richiamata per consentire la trattazione scritta del ricorso in ragione delle disposizioni emergenziali; ha regolato la forma della trattazione del procedimento davanti alla Corte.

Massime di principio

  • L'art. 650 c.p. non si applica quando l'ordine imposto ha come unico scopo l'ottenimento di un risultato che l'autorità può conseguire senza la cooperazione dell'interessato (es. mera notifica, richiesta di nominare un difensore).
  • Le convocazioni di polizia aventi finalità notificatorie o preliminari (identificazione, elezione domicilio, nomina difensore) possono essere eseguite mediante consegna personale o a persona convivente; imporre l'obbligo di recarsi in caserma può eccedere i limiti dell'art. 650.
  • Prima di ravvisare una responsabilità penale ex art. 650 occorre valutare l'esistenza di strumenti alternativi (es. accompagnamento coattivo ex art. 349 c.p.p., notifiche), perché la norma è residua e sussidiaria.
  • La concreta impossibilità di adempiere (es. lavoro all'estero) costituisce una valida circostanza da considerare e può escludere la responsabilità.
  • Gli ordini delle forze di polizia devono rispettare i diritti dei cittadini; non possono essere utilizzati per rendere semplicemente più agevole l'attività degli organi di polizia quando esistono modalità meno invasive per raggiungere lo stesso risultato.

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