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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3758/2022 del 03/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma di condanna per il reato di cui all'art. 544 bis c.p.: (1) eccezione di prescrizione del reato (sostegno che, conteggiando sospensioni, la prescrizione era maturata prima della sentenza di secondo grado e che la rinuncia alla prescrizione era inefficace perché resa prima della maturazione); (2) doglianza sulla qualificazione della fattispecie e sull'esclusione dello stato di necessità ex art. 544 bis e 54 c.p. (sosteneva che, in qualità di Sindaco, aveva ordinato l'abbattimento per evitare pericoli futuri concreti); (3) mancata valutazione della mancanza dell'elemento soggettivo (errore sui fatti: l'imputato avrebbe erroneamente ritenuto sussistente necessità, con conseguente difetto del dolo).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato la decisione di merito. I giudici hanno ritenuto provati i fatti: Mulieri, sindaco di Pozzaglia Sabina, aveva fatto abbattere un bovino da un finanziere senza le procedure amministrative e senza provata situazione di pericolo imminente; la condotta è stata ritenuta volontaria e priva di necessità giustificativa. Quanto alla prescrizione, la Corte ha ritenuto valida la rinuncia alla prescrizione formulata in primo grado: pur essendo stata resa prima della maturazione del termine prescrizionale, non è stata revocata e quindi è divenuta efficace al momento della maturazione della prescrizione, rendendo perseguibile il giudizio di appello. Confermate dunque responsabilità e condanna (pena due mesi di reclusione con benefici di legge).

Norme richiamate

  • art. 544 bis cod. pen.

    Il reato di uccisione di animali esclude la giustificazione quando non sussista una situazione di necessità effettiva, circoscritta e imminente. La nozione di "necessità" inerente alla norma comprende anche situazioni che giustifichino l'uccisione per evitare un pericolo imminente o l'aggravamento di un danno, ma richiede prova di pericolo serio, concreto e attuale o comunque dell'impossibilità di ricorrere alle procedure amministrative.

  • art. 54 cod. pen.

    Lo stato di necessità generale richiede pericolo attuale e contemporaneo. La disposizione speciale (art. 544 bis) amplia il concetto rispetto all'art. 54 ma non elimina l'esigenza di un pericolo concreto e non ipotetico.

  • art. 157 cod. pen.

    La prescrizione è rinunciabile dall'imputato "espressamente" e "sempre". La rinuncia resa prima della maturazione del termine prescrizionale è valida ma inefficace fino al momento in cui la prescrizione matura; può essere revocata prima della maturazione, ma diventa efficace e irrevocabile se non revocata al momento della maturazione del termine.

  • art. 51 comma 2 cod. pen.

    Richiamata nel dibattito ma non ritenuta applicabile nel caso concreto: la giustificazione per ordine dell'Autorità richiede condizioni specifiche e prova dell'ordine legittimo; nel caso in esame non è stata ritenuta sussistente rispetto al sindaco.

Massime di principio

  • La rinuncia alla prescrizione può essere resa anche prima che il termine prescrizionale sia maturato: è valida ma resta inefficace fino alla maturazione; se non revocata prima della maturazione, diviene efficace e impedisce la declaratoria estintiva per prescrizione.
  • L'esimente della "necessità" ai sensi dell'art. 544 bis c.p. richiede prova di un pericolo serio, concreto e, di regola, imminente; mere ragioni generiche o passate segnalazioni non sono sufficienti per giustificare l'abbattimento immediato di un animale.
  • Quando un pubblico ufficiale o un amministratore (es. sindaco) dispone o procura l'uccisione di un animale, il giudice valuta sia la sussistenza di una procedura amministrativa alternativa sia la presenza di un pericolo attuale: la scelta fuori procedura può aggravare la responsabilità penale.
  • Il dolo si valuta anche sulla base dell'insieme delle circostanze: condotte pianificate e finalizzate (es. fare vendere la carne e versarne il ricavato al Comune) rafforzano l'attribuzione di volontarietà e debbono essere esaminate per escludere l'errore scusabile.
  • La prova dell'errore sui fatti (che può escludere il dolo) richiede elementi concreti che dimostrino una percezione ragionevole e non arbitraria del pericolo; la semplice affermazione soggettiva non è sufficiente.

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