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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22495/2022 del 09/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che confermava gli arresti domiciliari disposti dal GIP per il reato di cui all'art. 589-bis, commi 2 e 5 n. 2), cod. pen. La difesa deduceva: vizio di motivazione e violazione di legge rispetto alle aggravanti contestate (assenza di elementi che dimostrassero l'influenza delle sostanze al momento della guida; localizzazione dell'incidente su strada a senso alternato per lavori e non in una intersezione regolata da semaforo; possibile concorso di colpa del motociclista; episodio occasionale e revoca della patente che escluderebbe pericolo futuro) e, in secondo luogo, violazione di legge e norme procedurali riguardo alle esigenze cautelari (sproporzione e inutilità della misura).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Il giudice ha ritenuto incontrovertibile la dinamica: Lettieri non si era fermato al semaforo che disciplinava la circolazione a senso alternato, aveva sorpassato pericolosamente veicoli fermi e ha investito il motociclista provocandone la morte; gli accertamenti tossicologici, eseguiti circa otto ore dopo l'evento, hanno dato esito positivo per cannabinoidi. Sussistono gravità indiziarie e una non marginale pericolosità sociale, rafforzata dal fatto che l'indagato è conducente professionale; la misura degli arresti domiciliari è ritenuta adeguata e proporzionata per impedire che l'indagato si ponga nuovamente alla guida. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 589-bis c.p.

    La norma sulla responsabilità per il fatto di circolazione stradale aggravata è stata applicata in presenza di guida con consumo di sostanze e condotta particolarmente pericolosa; il giudice ritiene che gli accertamenti tossicologici, pur effettuati ore dopo l'evento, contribuiscano ai gravi indizi di responsabilità.

  • Codice della strada

    Richiamati i principi della normativa stradale relativi all'obbligo di fermarsi al semaforo e ai divieti di sorpasso in situazioni pericolose; la violazione di tali norme costituisce elemento di gravità della condotta.

  • Principi sulle misure cautelari (adeguatezza e proporzionalità)

    Il tribunale ha applicato i criteri di necessità, adeguatezza e proporzionalità nella valutazione della misura: la gravità indiziaria e la pericolosità sociale del conducente professionale giustificano la misura cautelare degli arresti domiciliari per impedire la reiterazione del reato.

Massime di principio

  • La semplice positività a sostanze stupefacenti riscontrata anche ore dopo l'incidente può concorrere a formare gravità indiziaria se collegata a una condotta di guida evidente e pericolosa.
  • Condotte di guida particolarmente gravi (non fermarsi al semaforo, sorpassi azzardati e investimento con esito mortale) rafforzano la necessità di misure cautelari anche se la difesa invoca concorso di colpa della vittima o carattere occasionale dell'episodio.
  • Lo status professionale di conducente aumenta la valutazione della pericolosità sociale e può rendere più difficile la revoca della misura cautelare se non provato che la patente sia stata effettivamente revocata o sospesa.
  • La mancanza di prova formale della revoca o sospensione della patente indebolisce la posizione difensiva quando si invoca l'impossibilità di reiterare la condotta.
  • Per contrastare con successo misure cautelari in casi analoghi è necessario proporre elementi concreti che scalfiscano la dinamica contestata o forniscano prova convincente dell'assenza di influenza al momento della guida (perizia, test in tempi compatibili, elementi esonerativi).
  • Il possibile concorso di colpa della vittima, da solo, non annulla automaticamente la gravità indiziaria se la condotta dell'indagato appare determinante e pericolosa.

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