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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12726/2026 del 07/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma da parte della Corte di appello del non luogo a procedere per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) emesso in sede di udienza preliminare. Deduce: (i) errore di fatto perché non sarebbe stato informato, pur essendo presente all'udienza preliminare, dell'intento del Pubblico Ministero di chiedere il proscioglimento per particolare tenuità e quindi non avrebbe potuto opporsi a una richiesta "a sorpresa"; contesta altresì che la Corte di cassazione non abbia preso visione del verbale dell'udienza preliminare; (ii) errore di fatto relativo alla valutazione di un'ordinanza che, secondo il ricorrente, dimostrerebbe l'illegittimità dell'operato del soggetto calunniato (un Giudice di Pace di Messina). Il ricorrente ha depositato memorie in proprio e il difensore ha replicato.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile per carenza di interesse. Motivazione: la sentenza di non luogo a procedere per particolare tenuità è stata pronunciata dal GUP in udienza preliminare ai sensi dell'art. 425 c.p.p.; l'art. 651-bis c.p.p. attribuisce efficacia di giudicato in sede civile e amministrativa soltanto alle sentenze di proscioglimento rese a seguito di dibattimento. Pertanto la statuizione emessa in sede di udienza preliminare, non essendo volta all'accertamento effettivo della sussistenza del reato, non può recare pregiudizio in altre sedi e manca al ricorrente un interesse attuale e concreto a coltivare il mezzo straordinario di impugnazione. Per tali ragioni il ricorso è inammissibile e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    Riconosciuta come fondamento della statuizione di proscioglimento per particolare tenuità del fatto; la norma giustifica il non luogo a procedere per fatti di particolare tenuità.

  • art. 425 cod. proc. pen.

    Indica la possibilità di pronunciare il non luogo a procedere in sede di udienza preliminare; la sentenza di proscioglimento emessa in questa sede non è stata considerata idonea ad accertare pienamente la sussistenza del reato.

  • art. 651-bis cod. proc. pen.

    Interpretato nel senso che l'efficacia di giudicato nei giudizi civili e amministrativi è riconosciuta solamente alle sentenze di proscioglimento rese a seguito di dibattimento; le decisioni di proscioglimento pronunciate in udienza preliminare non producono pertanto effetti preclusivi in tali sedi.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 21409 del 11/02/2016 (Flammini)

    Richiamata come precedente che conferma la mancata offensività, per altre sedi, delle statuizioni di proscioglimento rese in udienza preliminare.

Massime di principio

  • Il proscioglimento per particolare tenuità del fatto reso in udienza preliminare non produce automaticamente efficacia di giudicato in sede civile o amministrativa: l'efficacia prevista dall'art. 651-bis c.p.p. concerne solo le sentenze di proscioglimento rese dopo dibattimento.
  • Se un provvedimento favorevole (es. non luogo a procedere ex art. 131-bis) è stato pronunciato in sede di udienza preliminare, il soggetto che vuole impugnare deve dimostrare un interesse concreto e attuale all'impugnazione; altrimenti il ricorso può essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse.
  • Le doglianze relative a presunti vizi procedurali dell'udienza preliminare (es. mancata informazione della richiesta del PM) vanno provate con il relativo verbale o altri atti: l'assenza di elementi probatori nel fascicolo rende difficoltosa la fondatezza del motivo.
  • Prima di proporre mezzi straordinari di impugnazione è utile valutare l'effettiva rilevanza esterna della sentenza impugnata (effetti patrimoniali o giuridici in altre sedi); in mancanza di effetti pregiudizievoli, l'impugnazione rischia di essere inammissibile.
  • Ricorsi infondati o che dimostrano negligenza nella valutazione dell'interesse possono comportare condanne alle spese processuali e sanzioni (es. somme alla Cassa delle Ammende).

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