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Ordinanza

Ordinanza n. 227/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Prima) n. 00295/2025, resa tra le parti,

Giustizia amministrativa202509838

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Sardegna che aveva respinto la domanda di sospensione dell'ordine di demolizione di opere edilizie

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il proprietario ha proposto appello cautelare contro l'ordinanza del TAR Sardegna che aveva negato la sospensione dell'ordine di demolizione. Dalla motivazione emerge che le opere realizzate sono state qualificate come nuove costruzioni eseguite in assenza di titolo edilizio e ricadenti nella fascia costiera sottoposta a vincolo di inedificabilità. Sono state inoltre dedotte questioni relative alla mancata comunicazione di avvio del procedimento e alle condizioni personali e abitative dei proprietari.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare, ritenendo insussistenti sufficienti profili di fumus boni iuris. Ha considerato rilevante che le opere costituissero nuove costruzioni realizzate senza titolo edilizio e in area costiera soggetta a vincolo di inedificabilità. Ha inoltre ritenuto che l'ordine di demolizione, avendo natura vincolata, non richieda la previa comunicazione di avvio del procedimento. Le condizioni personali dei proprietari sono state giudicate irrilevanti ai fini della legittimità dell'ordine demolitorio, potendo eventualmente essere considerate attraverso gli strumenti abitativi predisposti dall'ordinamento, anche a livello comunale. Non sono state liquidate spese, in ragione della mancata costituzione dell'amministrazione appellata.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare dinanzi al Consiglio di Stato.

  • d.P.R. 380/2001

    Rilevante per la disciplina del titolo edilizio e dell'ordine di demolizione, richiamata nella qualificazione delle opere e nella natura vincolata della misura demolitoria.

Massime di principio

  • Le opere qualificabili come nuove costruzioni, realizzate in assenza di titolo edilizio e in area costiera sottoposta a vincolo di inedificabilità, non presentano, in sede cautelare, sufficienti profili di fumus boni iuris per la sospensione dell'ordine di demolizione.
  • L'ordine di demolizione di opere edilizie abusive ha natura vincolata e, pertanto, non richiede la previa comunicazione di avvio del procedimento.
  • Le condizioni personali e le esigenze abitative dei proprietari non incidono sulla legittimità dell'ordine di demolizione; tali esigenze possono essere valutate, se del caso, mediante gli strumenti abitativi previsti dall'ordinamento.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelarePartecipazione procedimentaleProporzionalità e ragionevolezza

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