Cassazione Penale, Sentenza n. 22961/2023 del 25/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che aveva annullato il provvedimento del GIP del Tribunale di Napoli Nord (19/07/2022) che aveva disposto il sequestro preventivo, diretto e per equivalente, quale presunto profitto del reato contestato (riferito all'art. 640-bis c.p.). Il Procuratore contestava la decisione di riesame sostenendo violazione di legge e carenza motivazionale: a) omissione di valutazione degli elementi probatori che dimostrerebbero un meccanismo truffaldino (massiva cancellazione di dati nel data-base comunale di Casal del Principe); b) mancato accertamento dell'effettivo svolgimento delle 20 ore settimanali previste e mancata valutazione documentale prodotta; c) omessa considerazione delle numerose note del Segretario comunale rilevanti per la consapevolezza e preordinazione delle condotte; d) errore di diritto nella esclusione della configurabilità dell'art. 640-bis c.p. in relazione a erogazioni INPS ottenute mediante false dichiarazioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso per cassazione in materia di misure cautelari reali sia ammesso solo per violazione di legge e che, nel caso concreto, l'ordinanza del Tribunale di riesame conteneva una motivazione ampia, logica e non meramente apparente. La Corte ha valutato che il giudice del riesame aveva esaminato in modo compiuto gli elementi prodotti da accusa e difesa e aveva correttamente ritenuto insussistenti i presupposti per il sequestro preventivo (mancanza di indizi idonei a dimostrare un meccanismo truffaldino e rilevanza della posizione dell'indagato come mera omissione di informazioni). Pertanto le censure del Procuratore sono state giudicate manifestamente infondate e il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
L'ordinanza del riesame ha ritenuto che, allo stato, non risultassero elementi idonei a configurare la fattispecie di truffa aggravata di cui all'art. 640-bis c.p.; la Cassazione ha confermato che tale valutazione di fatto rientra nella discrezionalità del giudice del riesame e non costituisce violazione di legge.
codice penale - art. 640-quater
art. 640-quater cod. pen.
Norma richiamata in relazione al sequestro preventivo del presunto profitto del reato; la decisione di riesame aveva annullato il sequestro fondandosi sull'insussistenza dell'indicazione probatoria del profitto illecito, valutazione ritenuta ammissibile in sede di legittimità.
codice di procedura penale - art. 325
Stabilisce i motivi per i quali è ammesso il ricorso per cassazione contro i provvedimenti cautelari reali. La Corte ha richiamato che il ricorso è consentito solo per violazione di legge e che taluni vizi della motivazione, se gravissimi (assenza o motivazione meramente apparente), possono dar luogo a cassazione; nel caso concreto non sussisteva tale vizio estremo.
codice di procedura penale - art. 173 disp. att.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato limitatamente alle formalità di esposizione del motivo di ricorso in cassazione; la Corte ha proceduto nei limiti richiesti da tale disciplina per la motivazione.
giurisprudenza di riferimento (Sezioni Unite e altre)
Sez. U. n. 25932 del 29/05/2008; Sez. 6, Sent. n. 6589 del 10/01/2013; Sez. 2, n. 18952 del 14/03/2017
La Corte ha richiamato principi giurisprudenziali secondo cui il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro preventivo è ammissibile solo per violazione di legge ovvero quando la motivazione è del tutto assente o meramente apparente; ha applicato tali criteri ritenendo integrata la sufficiente e coerente motivazione del giudice del riesame.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione avverso provvedimenti di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge; censure che si limitano a contestare la valutazione di fatto del giudice del merito sono, di regola, inammissibili.
- La motivazione del giudice del riesame deve avere requisiti minimi di coerenza e completezza; l'assenza o la meramente apparente motivazione sono i requisiti che possono rendere ammissibile il ricorso per cassazione su misure reali.
- Quando il giudice del riesame compie una valutazione dettagliata degli elementi di prova e conclude per l'insussistenza dei presupposti per il sequestro, la procura deve dimostrare specificamente dove manchi la motivazione o quale norma sia stata violata, non limitandosi ad un generico dissenso.
- Per la configurabilità dell'art. 640-bis c.p. in vista di misure patrimoniali cautelari, è necessario che sussistano indizi concreti e univoci circa l'utilizzo di dichiarazioni false per ottenere erogazioni; mere omissioni o incertezze sulla responsabilità soggettiva possono essere decisive per escludere il fumus commissi delicti.
- Nelle impugnazioni cautelari la Corte di legittimità tutela più la legalità formale e la completezza motivazionale che la rivalutazione ampia del merito; pertanto, per ottenere cassazione, occorre far emergere un vizio di diritto o una motivazione talmente carente da essere inesistente.
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