Cassazione Penale, Sentenza n. 20319/2024 del 22/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale di Ragusa che ha rigettato la loro istanza di riesame avverso il sequestro preventivo disposto dal GIP in data 20/06/2023 su un immobile di proprietà dello I.A.C.P., contestando i reati indicati negli artt. 633 e 639-bis c.p. I ricorrenti hanno dedotto che il Tribunale non avrebbe tenuto conto dell'esimente dello stato di necessità (art. 54 c.p.), sostenendo di trovarsi in una condizione di indigenza tale da non consentire altra sistemazione abitativa.
La decisione
La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Il principio richiamato è che chi non è titolare del bene oggetto di sequestro è legittimato a chiedere il riesame solo se vanta un interesse concreto e attuale alla restituzione della cosa (ossia interesse funzionale al dissequestro). Nel caso concreto i ricorrenti non sono proprietari e l'occupazione dell'alloggio I.A.C.P. è risultata abusiva e priva di autorizzazione amministrativa; pertanto anche in caso di dissequestro non sarebbe seguita la restituzione materiale del bene a loro favore. Per l'inammissibilità la Corte ha poi condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a versare alla Cassa delle Ammende la somma di Euro 3.000,00 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in l. n. 176 del 2020
Richiamata la procedura speciale/accelerata prevista dalla norma per il procedimento in esame (forma di proposizione del gravame).
Norma riferita al reato che ha fondato il sequestro dell'immobile (invasione di terreni o edifici o reati relativi all'occupazione); la misura cautelare è stata disposta in relazione a tale fattispecie.
Articolo richiamato nel provvedimento di sequestro come norma penale collegata all'ipotesi criminosa; la sentenza non entra nel merito della fattispecie ma indica che il sequestro è stato disposto in relazione a tali contestazioni penali.
Gli appellanti hanno invocato l'esimente dello stato di necessità come giustificazione per l'occupazione; la Corte non ha esaminato la fondatezza di tale esimente per avere dichiarato i ricorsi inammissibili per difetto di interesse al riesame.
Norma richiamata per la condanna alle spese e per la sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso.
Giurisprudenza di legittimità (Sez. 1, n. 6779 del 08/01/2019; Sez. 2, n. 50072 del 27/09/2018)
Principio consolidato secondo cui il soggetto non proprietario dell'oggetto del sequestro può proporre istanza di riesame solo se dimostra un interesse concreto e attuale alla restituzione materiale della cosa; in mancanza di tale interesse il ricorso è inammissibile.
Massime di principio
- Chi non è proprietario del bene sequestrato ha legittimazione a chiedere il riesame solo se dimostra un interesse concreto e attuale alla restituzione materiale del bene; l'interesse meramente soggettivo o la sola presenza materiale non sono sufficienti.
- L'occupazione abusiva di un alloggio di edilizia pubblica senza provvedimento amministrativo di autorizzazione esclude, di regola, la possibilità di ottenere la reintegrazione nel possesso in caso di dissequestro e dunque mina la legittimazione all'impugnazione.
- L'eccezione dello stato di necessità (art. 54 c.p.) costituisce una difesa che va valutata sul merito, ma il suo esame può non essere effettuato se il ricorso è dichiarato inammissibile per difetto di interesse procedurale.
- Le impugnazioni dichiarate inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie (art. 616 c.p.p.); dunque prima di proporre ricorso occorre valutare la sussistenza di un interesse concreto e la legittimazione a impugnare.
- Per avere chance di riesame è utile produrre documentazione che dimostri un titolo giuridico al possesso o un diritto reale/interesse concreto sull'immobile o, alternativamente, elementi concreti che rendano plausibile la necessità abitativa in via compatibile con la legge (es. provvedimenti amministrativi, provvedimenti di assegnazione, etc.).
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