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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36987/2023 del 07/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo che, in sede di riesame, ha ricondotto i fatti indicati ai capi 1) e 2) della rubrica all'ipotesi associativa di cui all'art. 74 d.P.R. n. 309/1990 (anziché alle singole fattispecie di cui all'art. 73), con conseguente dichiarazione di incompetenza del giudice di Marsala per tali capi; la difesa chiedeva l'annullamento o, in subordine, la riqualificazione nei termini originari per ripristinare la competenza del Gip di Marsala

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che la censura riguardasse la sola valutazione di competenza sul punto (relativa ai capi 1) e 2)), decisione non autonoma impugnabile in Cassazione quando non accompagnata dall'applicazione di una misura cautelare su quegli stessi capi, salvo ipotesi di abnormità non prospettata nel caso. Perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73

    Articolo indicato quale norma originaria per le singole ipotesi di reato (illecita detenzione/traffico di stupefacenti), la ricorrente contestava la riqualificazione dei fatti in termini diversi

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 74

    I giudici del riesame hanno ritenuto che i fatti ricondotti unitariamente integrassero l'ipotesi associativa di cui all'art. 74; la Cassazione ha preso atto della riclassificazione ma ha valutato che la contestazione circa la competenza derivante da tale riclassificazione non fosse autonomamente impugnabile

  • Codice di procedura penale, art. 51, comma 3-bis

    Richiamato in relazione alla disciplina della competenza del giudice della misura (attribuzione al Tribunale di Palermo), come motivo per il trasferimento della cognizione sulla misura

  • Codice di procedura penale, art. 328, comma 1-bis

    Richiamato unitamente all'art. 51 per giustificare la declinazione di competenza del giudice della misura in favore del Tribunale di Palermo

  • Codice di procedura penale, artt. 27 e 291, comma 2

    Citati per sottolineare che non era stata applicata alcuna misura, nemmeno in termini provvisori, con riguardo ai capi 1) e 2), circostanza rilevante ai fini dell'ammissibilità del ricorso

  • Codice di procedura penale, art. 28

    Indicata quale via esclusiva, nella fase considerata, per risolvere eventuali contrasti di competenza; la valutazione della Corte è che il conflitto di competenza costituisce il rimedio definitorio da esperire

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Richiamato nel dispositivo per le pronunce consequenziali sull'inammissibilità e sulle spese (norma procedurale di chiusura/effetti del provvedimento)

Massime di principio

  • Una decisione del giudice del riesame che riclassifica le imputazioni e ne trae conseguenze sulla competenza non è autonomamente impugnabile in Cassazione se non è contestuale all'applicazione (o conferma) di una misura cautelare sugli stessi capi: in assenza di misura, il ricorso per cassazione è in genere inammissibile
  • Per contrastare una riclassificazione che comporti variazione di competenza è opportuno valutare i rimedi procedurali idonei nella fase corretta: o ricorso per conflitto di competenza (art. 28 c.p.p.) o impugnazione ordinaria contro un provvedimento che abbia concreto ed immediato effetto coercitivo (misura cautelare)
  • La censura in Cassazione deve mirare a profili decisionali che siano definitivI o che abbiano creato un pregiudizio immediato (es. applicazione di misura); altrimenti il vizio di competenza va sollevato nei modi e nei tempi processualmente previsti e dimostrando abnormità se si vuole ottenere un sindacato immediato
  • Se non è stata applicata alcuna misura cautelare sui capi contestati, la parte dovrebbe considerare di impugnare il provvedimento di riesame attraverso i rimedi previsti nel rito (riesame/ricorso incidentale) o attendere la fase successiva in cui la questione di competenza si concretizzi in un atto impugnabile
  • La Camera di consiglio che decide sulla competenza non è necessariamente giudicabile in Cassazione salvo che non emerga un palese vizio di abnormità nella motivazione o nella procedura

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