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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30562/2026 del 11/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la sua condanna per il delitto di cui all'art. 336 c.p. Dal testo emerge che la vicenda riguardava una condotta minacciosa tenuta nei confronti di un'infermiera che stava tentando di prestare cure all'imputato nella struttura carceraria. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché i motivi risultavano meramente riproduttivi di censure già esaminate e disattese nei giudizi di merito; la Corte di legittimità ha rilevato che la decisione impugnata era sorretta da argomentazioni giuridicamente corrette, prive di manifesta illogicità e fondate sulle prove acquisite, che avevano ricostruito l'intera vicenda e la piena integrazione del reato sia sotto il profilo oggettivo sia soggettivo. Il ricorrente sosteneva, in sostanza, che la condotta non integrasse il delitto contestato e fosse eventualmente riconducibile a una mera minaccia, ma tale prospettazione è stata disattesa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che le censure erano ripetitive di questioni già esaminate e respinte dai giudici di merito con motivazione corretta e non manifestamente illogica. È stata confermata la condanna per il delitto di cui all'art. 336 c.p., ritenendo la condotta minacciosa ai danni dell'infermiera pienamente integrante la fattispecie contestata e non riqualificabile come mera minaccia. Conseguentemente sono state applicate le statuizioni di cui all'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 336 c.p.

    La condotta minacciosa rivolta a un'infermiera che stava prestando cure in struttura carceraria è stata ritenuta pacificamente integrante il delitto contestato, sotto il profilo oggettivo e soggettivo, anche in ragione del ruolo rivestito dalla vittima; la condotta non è stata ritenuta riqualificabile in mera minaccia.

  • art. 616 c.p.p.

    In conseguenza dell'inammissibilità del ricorso, la Corte ha applicato le pronunce previste da questa disposizione.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando ripropone in modo meramente riproduttivo censure già adeguatamente vagliate e disattese nei gradi di merito, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La motivazione della sentenza di merito è immune da censura in cassazione quando risulta giuridicamente corretta, non manifestamente illogica e fondata su un compendio probatorio idoneo a ricostruire integralmente la vicenda.
  • Una condotta minacciosa può integrare il delitto di cui all'art. 336 c.p. quando è diretta a un pubblico ufficiale o a un incaricato di pubblico servizio nell'esercizio delle sue funzioni, e la qualificazione non può essere degradata a mera minaccia se il ruolo della persona offesa è decisivo ai fini della fattispecie.
  • La qualificazione giuridica del fatto deve essere valutata in relazione sia al profilo oggettivo sia a quello soggettivo della fattispecie contestata; se tali profili risultano entrambi integrati, la diversa lettura difensiva non è sufficiente a scardinare la condanna.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniResistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
RamiProcesso penaleReati contro la PA
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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