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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18842/2022 del 12/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro la sentenza della Corte d'appello di Roma del 17/05/2021 che confermava la sentenza del GIP di Velletri (19/01/2021) per il reato di cui all'art. 73 comma 4 DPR 309/90. Due motivi: 1) vizio per carenza di motivazione per la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, nonostante la richiesta difensiva fondata su incensuratezza, radicamento sociale, familiare e lavorativo e carattere non allarmante dei fatti; 2) vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio per il rilevante scostamento dal minimo edittale senza che la corte avesse indicato elementi giustificativi o valutato quanto prospettato nell'atto di appello.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione della Corte d'appello che aveva valorizzato la gravità del fatto (15 panetti di hashish e migliaia di dosi ricavabili) e il numero elevato di potenziali fruitori, elementi che giustificano il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e la pena applicata. Per tali ragioni entrambi i motivi sono stati respinti come inammissibili/infondati. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e, richiamata la sentenza della Corte costituzionale n.186/2000, è stato disposto il versamento equitativo di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • DPR 309/90, art. 73, comma 4

    Norma che disciplina il reato contestato (traffico/detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti). La Corte ha ritenuto che l'entità dell'illecito (quantitativo e potenziali dosi) costituisca elemento oggettivo che giustifica il mantenimento della pena e l'esclusione delle attenuanti generiche.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma invocata per assegnare al ricorrente l'onere delle spese del procedimento a seguito dell'inammissibilità del ricorso.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata per consentire, in assenza di colpa grave nella determinazione dell'inammissibilità, l'imposizione di un versamento equitativo alla Cassa delle Ammende; qui applicata con fissazione della somma in euro 3.000,00.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez.1, n.12624/2019 Rv.275057-01)

    Principio secondo cui la richiesta di concessione delle circostanze attenuanti generiche può considerarsi implicitamente rigettata quando la motivazione che conferma il trattamento sanzionatorio sia adeguata e coerente; principio applicato dalla Corte nel caso concreto.

Massime di principio

  • La richiesta generica di riconoscimento delle attenuanti non è sufficiente: occorre motivarla nello specifico; se il giudice motiva adeguatamente il rigetto, la questione è spesso incensurabile per inammissibilità.
  • Il quantitativo di stupefacente e la stima delle dosi ricavabili sono elementi oggettivi che pesano significativamente nella valutazione della gravità del reato e nel trattamento sanzionatorio.
  • Per contrastare la conferma della pena è necessario indicare punti determinanti di illogicità, contraddittorietà o omissione nella motivazione del giudice; argomentazioni generiche o richieste di riduzione senza spiegazioni probanti hanno scarso successo.
  • In caso di inammissibilità del ricorso la Corte può condannare il ricorrente alle spese processuali (art. 616 c.p.p.) e, richiamando orientamenti costituzionali, disporre un versamento alla Cassa delle Ammende anche in assenza di colpa grave, determinandone l'ammontare equitativamente.
  • I precedenti di legittimità che affermano l'insussistenza di vizio quando la motivazione è adeguata possono essere decisivi: chi impugna deve quindi focalizzarsi su profili specifici e dimostrabili di errore di diritto o di fatto.

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