Sentenza n. 398/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1
per l'annullamento: - della comunicazione del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del 24.10.2022 prot. 0058753.24-10-2022 con cui è stato denegato il diritto della ricorrente ad essere inquadrata in ruolo presso il Comune di Reggio Calabria; - della comunicazione della Dirigente Settore Risorse Umane del Comune di Reggio Calabria del 28.10.2022 prot. 0231919.U di rigetto della richiesta di inquadramento straordinario nei ruoli dell’ente locale; - di ogni altro atto prodromico, connesso, presupposto o consequenziale, ancorché di estremi ignoti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAll'udienza fissata per la decisione nel merito, il difensore della ricorrente ha dichiarato che la propria assistita non aveva più interesse alla decisione, essendo stata posta in quiescenza. Il TAR ha ritenuto che il pensionamento determinasse la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio e ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura della controversia.
Atto impugnato: diniego ministeriale e conseguente diniego comunale della richiesta di partecipazione alle procedure straordinarie di inquadramento in ruolo presso il Comune di Reggio Calabria
Esito
Favorevole al resistente (ministero e comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente, dipendente del Ministero dell'Interno e posta fuori ruolo presso il Comune di Reggio Calabria, ha impugnato la comunicazione del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del 24 ottobre 2022, con cui era stato negato il diritto a essere inquadrata nei ruoli del Comune, nonché la comunicazione comunale del 28 ottobre 2022 di rigetto della richiesta di inquadramento straordinario. Il ricorso era fondato su plurimi motivi di diritto, non ulteriormente specificati nella sentenza. La pretesa era riferita alle procedure straordinarie previste dall'art. 6, comma 3, del d.l. n. 36/2022, convertito dalla l. n. 79/2022. Il Ministero ha chiesto il rigetto; il Comune ha sostenuto che il proprio diniego fosse atto dovuto e vincolato dal diniego dell'amministrazione ministeriale di appartenenza.
Norme richiamate
art. 6, comma 3, d.l. n. 36/2022, convertito dalla l. n. 79/2022
La disposizione è indicata quale base normativa delle procedure straordinarie di inquadramento in ruolo presso l'ente locale, ma la sentenza non ne esamina nel merito l'interpretazione o l'applicazione.
La disposizione è richiamata nello svolgimento processuale in relazione all'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; la sentenza non ne sviluppa una specifica interpretazione.
Massime di principio
- La sopravvenuta cessazione dell'interesse concreto e attuale alla decisione, dichiarata dalla parte e determinata dal collocamento in quiescenza quando la controversia riguarda l'inquadramento o la prosecuzione del rapporto di lavoro, comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- Quando il giudizio diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può compensare integralmente le spese di lite in ragione della natura della controversia.
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