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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41157/2023 del 11/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano il decreto della Corte d'Appello che: confermava la sorveglianza speciale (anni 3) nei confronti di Luciano Rabita e disponeva la confisca di vari beni (immobili, mobili e saldi di conto). Le censure di Luciano Rabita contestavano: 1) uso, ai fini della misura di prevenzione, di fatti per i quali vi sono sentenze di assoluzione definitive (violazione art. 1 lett. b) D.Lvo 159/2011 e art. 606 c.p.p.); 2) ritenere che reati come tentata estorsione e detenzione di armi fossero produttivi di reddito illecito senza specifica valutazione della possibilità di ottenere profitto; 3) mancanza di motivazione sulla congruità fra profitti illeciti ipotizzati e patrimonio confiscato; 4) assenza della correlazione temporale fra manifestazioni di pericolosità e beni confiscati. Katia Grisolia e Francesco Rabita deducevano: nullità/insufficienza della motivazione in relazione alla confisca dell'immobile intestato a Grisolia (contestando la riconducibilità a Rabita e sostenendo la decadenza della presunzione oltre il biennio dall'acquisto), contestavano la fittizia intestazione e chiedevano il riconoscimento della buona fede di Grisolia; infine contestavano l'attribuzione a Grisolia delle spese di custodia dell'auto in violazione dell'art. 150 DPR 115/2002.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi. Ha ritenuto che la Corte di Appello avesse svolto una valutazione complessiva corretta della pericolosità di Luciano Rabita, anche avendo considerato procedimenti anteriori (alcuni con assoluzioni) ma collegandoli a reiterati coinvolgimenti, nonché condanne (inclusa una condanna per estorsione nel 2018). Ha precisato che, in sede di confisca di prevenzione per soggetti 'pericolosi generici' (art. 1 lett. b D.Lvo 159/2011), non è richiesto il nesso causale diretto fra singolo delitto e singolo bene: è sufficiente dimostrare la commissione abituale di delitti produttivi di profitti illeciti, e la sproporzione netta fra redditi leciti e acquisizioni (la Corte d'Appello aveva documentato un saldo familiare negativo di circa 400.000 euro e acquisti negli anni 2018-2019). Quanto all'immobile intestato a Grisolia, la Cassazione ha ritenuto che la Corte di Appello non abbia applicato la presunzione oltre il biennio, ma abbia fondato la confisca su verifiche specifiche che indicavano l'acquisizione con denaro proveniente da Luciano Rabita in costanza di pericolosità. Sulle spese di custodia dell'auto, la Corte ha interpretato la correzione come conforme alla norma che prevede la responsabilità delle spese solo dopo il trentesimo giorno dalla comunicazione della restituzione. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.Lvo 6 settembre 2011, n. 159 - art. 1 lett. b)

    Definisce la categoria dei soggetti "pericolosi generici"; per l'applicazione delle misure di prevenzione occorre accertare la commissione abituale di delitti in un arco temporale significativo e che tali delitti abbiano prodotto profitti illeciti che costituiscano una componente significativa del reddito

  • Codice di procedura penale - art. 606 (motivi di ricorso per cassazione)

    Individua le specifiche doglianze deducibili in cassazione (lett. b, c, e ecc.); la Corte ricorda i limiti di ammissibilità dei motivi nel procedimento di prevenzione, rigettando doglianze che in realtà prospettano una diversa valutazione delle prove

  • Codice di procedura penale - art. 616

    Disposizione applicata per la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto dei ricorsi

  • D.Lvo 6 settembre 2011, n. 159 - art. 26

    Norma richiamata in relazione alla presunzione di riconducibilità dei beni; la Corte rileva che la presunzione non è stata applicata oltre il biennio dall'acquisto e che la confisca è stata invece fondata su specifica verifica dell'acquisizione con denaro riconducibile al proposto

  • DPR 30 maggio 2002, n. 115 - art. 150

    Stabilisce che le spese di custodia e conservazione dei beni sono a carico dell'avente diritto solo dopo il trentesimo giorno dalla comunicazione della restituzione; la Corte interpreta la correzione operata dalla Corte d'Appello in conformità a tale principio

Massime di principio

  • In materia di misure di prevenzione (sorveglianza speciale e confisca di prevenzione) il giudice può compiere una valutazione complessiva della pericolosità tenendo conto di condanne, denunce e anche di procedimenti archiviati, purché esamini i provvedimenti e non trasmigri meccanicamente dati incompatibili con il giudizio di prevenzione
  • La presenza di sentenze di assoluzione non impedisce automaticamente l'utilizzo di altri elementi di fatto nel giudizio di prevenzione: ciò che conta è la valutazione complessiva e la sussistenza di altri elementi probatori (condanne, reiterazione di condotte, archiviazioni valutate) che delineino pericolosità
  • Per la confisca di prevenzione nei confronti dei cd. pericolosi generici non è necessario dimostrare il nesso causale diretto tra ogni singolo reato e ogni singolo bene: è sufficiente dimostrare la commissione abituale di reati produttivi di proventi illeciti e una sproporzione significativa tra redditi leciti e patrimoni acquisiti
  • La presunzione di riconducibilità prevista dalla normativa speciale va applicata nei limiti temporali e sostanziali stabiliti dalla legge (es. termini biennali): oltre tali limiti il giudice deve fondare la ricostruzione patrimoniale su specifiche verifiche
  • Nel procedimento di cassazione contro provvedimenti di prevenzione i motivi che prospettano mero travisamento della prova o una diversa lettura degli elementi sono spesso inammissibili salvo che sussista una macroscopica omissione o una motivazione apparente che configuri violazione di legge
  • Le spese di custodia e conservazione dei beni rilasciati sono regolate da termini specifici (ad es. decorrenza del trentesimo giorno) e le decisioni di merito vanno interpretate alla luce di tali disposizioni

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