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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41156/2023 del 11/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Macerata del 2/5/2023 con cui era stata respinta l'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo per equivalente emesso dal G.I.P. il 3/3/2023. Il ricorso per cassazione denunciava: (i) carenza e illogicità della motivazione in ordine al fumus commissi delicti, sostenendo che l'indagata aveva giustificato la causale dell'importo ricevuto; (ii) carenza e illogicità della motivazione per non aver valutato la possibilità del sequestro diretto in luogo di quello per equivalente; (iii) carenza e illogicità della motivazione in ordine al periculum in mora (urgenza della misura ablativa).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i primi e il terzo motivo costituiscano doglianze sul contenuto della motivazione (valutazioni di merito sul fumus e sul periculum) inammissibili in questa sede di legittimità; il secondo motivo, pur prospettato come possibile violazione di legge, è manifestamente infondato perché il tribunale del riesame aveva comunque valutato e motivato l'impossibilità del sequestro diretto in considerazione della natura delle operazioni bancarie utilizzate per distrarre il profitto. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile ai sensi dell'art. 606 comma terzo c.p.p., la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma citata perché regolamenta la funzionalità di alcuni motivi di ricorso; qui richiamata in relazione alla esposizione sintetica dei motivi di ricorso per cassazione

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro di censura per carenza/illogicità della motivazione; la Corte osserva che doglianze che investono valutazioni di merito sulla sussistenza del fumus e del periculum sono inammissibili in sede di legittimità

  • art. 606 comma terzo cod. proc. pen.

    Dispositivo applicato per dichiarare inammissibile il ricorso: limita la cognizione della Cassazione sui provvedimenti cautelari reali alle sole violazioni di legge e a vizi gravi della motivazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che legittima la condanna alle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende a Carico del ricorrente per ricorso inammissibile o manifestamente infondato

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso provvedimenti di sequestro preventivo o probatorio è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali talmente gravi da rendere incomprensibile il percorso logico; le doglianze che insistono su valutazioni di fatto o di merito (es. valutazione del fumus commissi delicti o del periculum) sono in genere inammissibili
  • Per criticare la mancata adozione del sequestro diretto rispetto al sequestro per equivalente in Cassazione occorre dimostrare una vera e propria violazione di legge o l'omessa valutazione del giudice: non basta sostenere che era possibile il sequestro diretto se il tribunale ha motivato perché, concretamente, tale forma non era praticabile (ad esempio per la natura delle operazioni bancarie che hanno occultato i profitti)
  • Quando il tribunale del riesame motiva in modo coerente e specifico l'impossibilità del sequestro diretto (per esempio per operazioni bancarie complesse che hanno disperso o occultato i beni), la misura per equivalente è giustificata e difficilmente suscettibile di successo in sede di legittimità
  • La Cassazione può sanzionare con condanna alle spese e con il pagamento alla Cassa delle ammende i ricorsi inammissibili o manifestamente infondati; ciò deve essere considerato quando si valuta l'opportunità di proporre impugnazioni rispettando i limiti di ammissibilità
  • In situazioni analoghe è utile che il difensore: a) in sede di riesame raccolga e documenti elementi tecnici che rendano concreto il sequestro diretto (se possibile); b) in cassazione focalizzi esclusivamente profili di diritto o vizi procedurali e non contestazioni di merito; c) prepari una motivazione che evidenzi l'omesso esame da parte del giudice di specifici aspetti giuridici, non solo la diversa valutazione dei fatti

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