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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41152/2023 del 11/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di condanna per distinte ipotesi di estorsione (art. 629 c.p.) aggravata ex art. 416‑bis c.p. (metodo mafioso) e, per Mazzocchi, anche per porto e detenzione illegale di armi. Le doglianze in cassazione denunciavano violazioni di legge ai sensi dell'art. 606 c.p.p. (lett. b, c, e) per travisamento della prova, carenza, illogicità o contraddittorietà della motivazione, nullità connesse alle intercettazioni (art. 187, 192 c.p.p.), mancato apprezzamento della desistenza dal proposito estorsivo, contestazione dell'applicazione dell'aggravante mafiosa, vizi nella determinazione della pena (artt. 62‑bis, 132, 133 c.p.) e la rilevata ingiusta qualificazione della fattispecie (tentata vs consumata) e del riconoscimento della recidiva.

La decisione

I ricorsi di Graziano Fiore e di Mazzocchi Antonio sono stati dichiarati inammissibili dalla Corte di Cassazione per essere in massima parte rimaste contestazioni di fatto o ricostruzioni alternative dei probatori: pertanto i motivi non superano il vaglio di legittimità e le impugnative sono respinte; entrambi sono condannati al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende. Il ricorso di Graziano Salvatore è stato invece accolto: la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata nei suoi confronti e ha rinviato per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Napoli, rilevando carenza di elementi idonei a provare un concreto contributo di Salvatore all'estorsione contestata (mancanza di adesione o partecipazione concreta all'incontro decisivo).

Norme richiamate

  • art. 606 c.p.p.

    Fondamento delle censure in cassazione (lett. b, c, e): limita il sindacato sui fatti e sulle valutazioni probatorie; i motivi che si risolvono in contestazioni di fatto o mere alternative interpretative sono inammissibili salvo il caso del cosiddetto 'travisamento della prova' dimostrabile per doppia conforme o per macroscopica evidenza

  • art. 629 c.p.

    Norma sostanziale che disciplina il reato di estorsione; la corte ha ritenuto provati gli elementi in capo a Fiore e Mazzocchi, mentre per Salvatore ha ritenuto mancante un apporto materiale o morale alla realizzazione dell'estorsione

  • art. 416‑bis c.p.

    Aggravante per il metodo mafioso; la pronuncia valuta l'esistenza del 'metodo mafioso' sulla base delle modalità delle azioni, dei riferimenti alla 'messa a posto' e del controllo territoriale: se tali elementi emergono dalle intercettazioni e dalla condotta, l'aggravante è applicabile

  • artt. 187 e 192 c.p.p.

    Norme sulle intercettazioni e sulla prova; le doglianze sulla non rilevanza o nullità delle intercettazioni sono state ritenute insufficienti perché le conversazioni sono state valutate congruamente dai giudici di merito e hanno valore probatorio

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    Norma procedurale citata per il riassunto dei motivi in cassazione; utilizzata per consentire la sintesi dei motivi nei ricorsi

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede le conseguenze in caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, tra cui la condanna alle spese processuali e l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende

  • art. 62‑bis, artt. 132 e 133 c.p.

    Norme concernenti circostanze attenuanti/recidiva e determinazione della pena; i giudici di merito hanno motivato il diniego delle attenuanti generiche e il riconoscimento della recidiva con riferimento al curriculum criminale e alla partecipazione effettiva dei singoli imputati

  • art. 628 n. 3 c.p.

    Richiamata dalle difese come aggravante eventualmente rilevante per la determinazione della pena, ma la corte ha ritenuto la questione priva di rilievo nel caso concreto

Massime di principio

  • La Cassazione non è un terzo grado di merito: i ricorsi che si limitano a contestare la valutazione dei fatti o propongono ricostruzioni alternative delle prove sono frequentemente dichiarati inammissibili ai sensi dell'art. 606 c.p.p.
  • Il vizio di travisamento della prova è sindacabile in Cassazione solo in presenza di 'doppia conforme' o di un errore macroscopico e decisivo che disarticoli l'intero impianto probatorio; occorre dimostrare in modo preciso quali atti o parti del provvedimento contengono l'errore rilevante
  • Le intercettazioni hanno valore probatorio se valutate congruamente dal giudice e non dichiarate illegittime: le doglianze generiche sulla loro rilevanza raramente bastano senza indicare violazioni formali o errori interpretativi decisivi
  • Per affermare la responsabilità di un partecipante in reati associativi/estorsivi è necessario individuare un contributo concreto, materiale o morale; la mera convocazione o un singolo contatto non comprovano necessariamente la partecipazione al programma criminoso
  • L'aggravante 'metodo mafioso' richiede elementi concreti che evidenzino modalità tipiche (es. 'messa a posto', controllo territoriale, intimidazione sistematica); la sua applicazione dipende dalla valutazione complessiva delle condotte e delle comunicazioni intercettate
  • Le contestazioni sulla determinazione della pena (esclusione di attenuanti, riconoscimento della recidiva) vengono esaminate alla luce del curriculum criminale e delle specifiche posizioni individuali: servono argomentazioni giuridiche e fattuali precise per ottenere modifica in sede di legittimità

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