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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28330/2025 del 01/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che confermava il sequestro preventivo disposto nei loro confronti in relazione a plurime imputazioni (usura, estorsione, intestazione fittizia, indebita percezione di erogazioni pubbliche, falso). Le censure principali erano: 1) estinzione per prescrizione di taluni capi; 2) assenza del dolo specifico ex art. 512‑bis cod. pen.; 3) illegittimità e mancanza di prova sulla provenienza e legittimità dei beni sequestrati (art. 240‑bis); 4) utilizzabilità indebita di intercettazioni relative a un "procedimento madre" o acquisto extra‑procedimentale delle captazioni (art. 270 e ss. cod. proc. pen.); 5) violazione del divieto di bis in idem rispetto a precedenti provvedimenti di prevenzione; 6) omissione di valutazione della documentazione reddituale e bancaria prodotta dai difensori.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto non ammissibile la produzioni documentali nuove in Cassazione e ha confermato che il sindacato sulla decisione del Tribunale di riesame è limitato alla verifica di violazioni di legge o di mancanza assoluta di motivazione. Ha condiviso la motivazione del Tribunale, che aveva ampiamente analizzato gli elementi indiziari (fumus commissi delicti) e il periculum in mora, valutando legittimamente anche l'elemento soggettivo (dolo) "ictu oculi" alla luce delle captazioni e degli accertamenti documentali; ha inoltre ritenuto utilizzabili le intercettazioni legittimamente acquisite nel procedimento unitario anche dopo lo stralcio. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese e a 3.000 euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 157 cod. pen.

    Riferito al computo e alle questioni connesse alla prescrizione: la Corte ha richiamato che l'accertamento della prescrizione richiede specifiche deduzioni e calcoli, non un generico computo, e la mancata specificità rende la doglianza inammissibile

  • art. 161 cod. pen.

    Richiamato insieme all'art. 157 in tema di decorrenza e modalità di estinzione per prescrizione; la Corte ha ritenuto che i ricorrenti non abbiano fornito argomentazioni puntuali

  • art. 512‑bis cod. pen.

    Norma relativa all'intestazione fittizia/impiego di beni finalizzati a eludere misure di prevenzione: la Corte ha confermato che il dolo specifico può essere desunto dagli elementi indiziari e che il reato può integrarsi anche quando alcuni beni abbiano provenienza lecita se esiste l'intento elusivo di nascondere disponibilità patrimoniali

  • art. 240‑bis cod. pen.

    Riferito alla confisca per sproporzione/ragionevolezza temporale: la Corte ha ritenuto legittima la valutazione del Tribunale circa l'insufficiente prova della legittima provenienza dei beni e la considerazione dei tempi degli acquisti rispetto ai reati presunti

  • art. 270 cod. proc. pen.

    Norma che limita l'uso di captazioni provenienti da procedimenti distinti "ab origine": la Corte ha chiarito che non si applica quando le intercettazioni sono state acquisite in un procedimento inizialmente unitario e poi frazionato

  • art. 270‑bis cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alla disciplina sull'utilizzabilità delle intercettazioni e ai limiti di trasferimento tra procedimenti; la Corte ha respinto la censura di inutilizzabilità nel caso di processo originario unitario

  • art. 266 cod. proc. pen.

    Condizioni di ammissibilità delle intercettazioni: la Corte ha ritenuto che le intercettazioni, se regolarmente acquisite nel procedimento unitario, possano essere utilizzate anche dopo lo stralcio

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Limiti del sindacato in Cassazione sulle ordinanze di riesame: la Corte ha ribadito che in Cassazione si controllano violazioni di legge e motivazione manifesta o nulla, non un nuovo esame di fatto

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al limite di riportare i motivi nei limiti necessari per la motivazione; il ricorso doveva rispettare i limiti formali imposti

  • art. 585, comma 4, cod. proc. pen.

    Consente la formulazione di "motivi nuovi" in appello ma non la produzione di documenti nuovi in Cassazione: la Corte ha escluso la valutazione di documenti depositati per la prima volta in Cassazione

  • art. 581 cod. proc. pen.

    Richiamato sul tema della prescrizione: l'accertamento richiede affronti specifici di diritto e di fatto, pena l'inammissibilità

  • art. 335 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione agli effetti della mera iscrizione di un procedimento sui termini di estinzione di una sentenza: la Corte ha escluso che la sola iscrizione impedisca l'estinzione di precedenti condanne ove ricorrano i presupposti

  • art. 445 cod. proc. pen.

    Richiamato per il riferimento alle precedenti condanne citate nel certificato penale e al loro decorso; la Corte ha osservato che la valutazione dei precedenti va svolta con precisione

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Richiamato nella doglianza sul divieto di bis in idem relativo a provvedimenti di prevenzione: la Corte ha ribadito che il divieto di bis in idem non opera tra procedimento penale e procedimento di prevenzione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma sanzionatoria applicata dalla Corte per condanna alle spese e somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • In Cassazione contro ordinanze di riesame di misure reali il sindacato è limitato a violazioni di legge o a mancanza assoluta di motivazione: non è consentito riesaminare i fatti come fatto nuovo
  • Non è possibile produrre documenti nuovi in Cassazione se non già acquisiti nel fascicolo al momento della decisione impugnata; le nuove produzioni sono inammissibili
  • Le censure relative alla prescrizione devono essere specifiche e corredate da calcoli e riferimenti puntuali: il mero richiamo generico ai termini comporta inammissibilità
  • Il sequestro preventivo richiede il fumus commissi delicti e, nel procedimento di riesame, il Tribunale può valutare sinteticamente anche l'elemento soggettivo se emergente "ictu oculi" dagli elementi indiziari
  • Intercettazioni regolarmente acquisite in un procedimento unitario restano utilizzabili anche se il procedimento è poi frazionato (art. 270 non applicabile ai procedimenti "stralciati" originariamente unitari)
  • La presenza di patrimoni in parte leciti non esclude automaticamente la responsabilità prevista da norme come l'art. 512‑bis se esiste l'intento di eludere misure di prevenzione: ciò può essere accertato attraverso l'insieme indiziario
  • Il divieto di "bis in idem" non opera tra procedimento penale e procedimento di prevenzione, perché perseguono presupposti e finalità differenti
  • Chi impugna deve avere dedotto davanti al giudice di riesame le stesse questioni che poi si intendono proporre in Cassazione; deduzioni nuove non proposte al riesame sono inammissibili

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