Cassazione Penale, Sentenza n. 28200/2025 del 01/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione con un unico motivo: violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla ritenuta sussistenza della pericolosità sociale ai fini dell'espulsione. Il ricorrente censurava l'omessa valutazione comparativa tra l'interesse generale alla sicurezza pubblica (dato l'episodio di spaccio) e l'interesse dell'imputato alla permanenza in Italia e alla vita familiare, lamentando inoltre la regolarità della sua presenza in Italia
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per genericità delle doglianze, non essendosi confrontate in modo specifico con la motivazione della Corte territoriale. La Corte di cassazione ha ritenuto adeguata la motivazione sulla pericolosità sociale (quantità e natura della sostanza: 7 g di eroina ancora da cedere, rilevanza economica, precedenti di polizia e condanna non definitiva) e ha osservato che l'onere di prospettare in sede di merito eventuali situazioni familiari ostative all'espulsione gravava sul ricorrente, il quale non ha fornito elementi utili per un esame comparativo. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti), art. 73, comma 5
Norma penale contestata: la condanna è per il comma 5 dell'art. 73 (detenzione a fine di cessione). La Corte territoriale ha correttamente qualificato il fatto e valutato la gravità in relazione alla quantità e alla rilevanza economica della sostanza.
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti), art. 86
Articolo che prevede l'espulsione come misura di sicurezza per stranieri responsabili di reati in materia di stupefacenti. La Corte ricorda che per la non applicazione dell'espulsione per motivi familiari è necessario che tali circostanze siano prospettate e provate dall'imputato.
codice penale, art. 133
Criteri di valutazione della pericolosità sociale e dei profili personali da mettere in relazione nella valutazione comparativa fra interesse pubblico e interessi del singolo (vita familiare, rapporti personali).
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 8
Richiamato per la necessità di bilanciare il diritto alla vita privata e familiare con le esigenze di sicurezza pubblica; la Corte evidenzia che tale bilanciamento richiede l'apporto probatorio della parte che invoca la protezione familiare.
Costituzione della Repubblica Italiana, art. 117
Richiamato insieme all'art. 8 CEDU per vincolare l'interpretazione delle disposizioni interne al rispetto dei diritti fondamentali e degli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali.
codice di procedura penale, art. 616
Disposizione che consente la condanna alle spese e il versamento alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso, applicata dalla Corte che ha fissato equitativamente la somma di euro 3.000,00.
Corte Costituzionale, sentenza 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata in relazione all'applicazione delle sanzioni pecuniarie processuali e alla valutazione della colpevolezza nella proposizione del ricorso; la Corte vi attinge per motivare il mancato ravvedimento di condotte dolose del ricorrente nella causa di inammissibilità.
Giurisprudenza della Cassazione (es. Sez. 4, Talbi; Sez. 1, Perndojl; Sez. 5, Neagu)
Orientamenti richiamati che affermano l'obbligo, ai fini di evitare l'espulsione, di prospettare e provare in sede di merito le condizioni familiari e personali rilevanti, e l'esigenza del bilanciamento fra interesse pubblico e diritto alla vita familiare.
Massime di principio
- Un ricorso per cassazione deve confrontarsi specificamente e point-by-point con la motivazione della Corte territoriale; doglianze generiche sono inammissibili.
- Nelle ipotesi di espulsione per reati in materia di stupefacenti il giudice valuta la pericolosità sociale anche in base alla quantità, al tipo di droga e alla rilevanza economica dell'operazione (anche 7 g di eroina possono assumere rilievo se destinati alla cessione).
- L'onere di allegare e provare circostanze personali o familiari ostative all'espulsione grava sull'imputato: tali fatti devono essere prospettati in modo concreto e corredati da elementi probatori già in sede di merito; in assenza di ciò il giudice non è obbligato a effettuare il bilanciamento in favore dell'imputato.
- La valutazione comparativa tra interesse generale alla sicurezza e interesse privato alla vita familiare è necessaria ma attivabile solo se l'interessato ha portato davanti al giudice gli elementi comprovanti la sua situazione personale rilevante.
- L'inammissibilità del ricorso può comportare, oltre al rigetto, l'obbligo di sostenere le spese processuali e il versamento alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., salvo che non sussistano elementi di colpevolezza nella proposizione del ricorso.
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