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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12580/2026 del 04/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso, ha annullato il decreto del Tribunale di Ancona che aveva disposto la sospensione del giudizio e ha ordinato la prosecuzione del processo davanti allo stesso Tribunale, previa istanza di parte per la fissazione del giudizio nei termini di legge. Ha inoltre rimesso al giudice di rinvio la regolamentazione delle spese del procedimento di legittimità.

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (condòmini)

La controversia

I condòmini avevano introdotto un giudizio davanti al Tribunale di Ancona chiedendo la condanna delle convenute al rilascio di una striscia di terreno adiacente al fabbricato condominiale, sostenendo che esse la attraversassero illegittimamente senza che fosse mai stata costituita in loro favore una servitù di passaggio. Le convenute costituite avevano resistito alla domanda e formulato una riconvenzionale per ottenere l'accertamento della servitù ovvero la sua costituzione ex art. 1051 c.c. Nel corso del giudizio il Tribunale, dopo avere acquisito la notizia di una decisione resa in altro giudizio analogo promosso dagli stessi condòmini contro diversi soggetti, aveva sospeso il processo ai sensi dell'art. 295 c.p.c. ritenendo sussistente una pregiudizialità fra le due cause. I condòmini hanno allora proposto regolamento di competenza, deducendo che tra cause pendenti fra soggetti diversi non ricorre una pregiudizialità necessaria idonea a fondare la sospensione ex art. 295 c.p.c.; al più, si sarebbe trattato di sospensione facoltativa ex art. 337, comma 2, c.p.c., che però richiede una motivazione sulle ragioni di opportunità, qui mancante.

Norme richiamate

  • art. 295 c.p.c.

    La sospensione necessaria non è configurabile quando la pregiudizialità sia soltanto logica e le cause pendano tra soggetti diversi, poiché la parte rimasta estranea all'altro giudizio può opporre l'inopponibilità della relativa decisione.

  • art. 337, comma 2, c.p.c.

    Quando si sospende il processo in ragione dell'autorità di una sentenza non ancora passata in giudicato, il potere è discrezionale e richiede una motivazione specifica sulle ragioni di opportunità, con indicazione di elementi concreti che facciano ritenere possibile la riforma della decisione invocata.

  • art. 1051 c.c.

    È stata richiamata dalla parte convenuta come base per la domanda riconvenzionale di costituzione coattiva della servitù di passaggio.

Massime di principio

  • La sospensione necessaria del processo ex art. 295 c.p.c. presuppone un rapporto di pregiudizialità necessaria in senso proprio; tale requisito non ricorre se le cause coinvolgono soggetti diversi e la decisione dell'altro giudizio non è opponibile automaticamente alla parte rimasta estranea.
  • La mera connessione o pregiudizialità logica tra due giudizi non basta a giustificare la sospensione necessaria, potendo al più rilevare ai fini della sospensione facoltativa.
  • La sospensione facoltativa del processo ex art. 337, comma 2, c.p.c., quando sia invocata l'autorità di una sentenza non definitiva, richiede una motivazione esplicita sulle ragioni di opportunità, fondata su circostanze concrete che rendano plausibile la riforma della decisione richiamata.
  • In difetto di una motivazione concreta sulla opportunità della sospensione, il provvedimento sospensivo è illegittimo e va annullato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiLitisconsorzio necessarioGiudicato

Testo integrale

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