Cassazione Penale, Sentenza n. 24350/2024 del 20/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la statuizione sulla confisca per equivalente sostenendo che il G.U.P. non ha distinto beni societari da beni personali, richiamando gli orientamenti delle Sezioni Unite (sent. n. 10561/2014). Affermano che le società "Ricco & Company s.r.l." e "New Commerce" non sono mere cartiere ma imprese operative, quindi non sussisterebbero i presupposti per estendere la confisca ai patrimoni degli amministratori. Inoltre, Luigi Ricco deduce che la confisca avrebbe interessato la sua quota del 50% dell'abitazione familiare acquistata prima dell'estensione normativa della confisca per equivalente, rendendola non soggetta a tale misura.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha confermato la correttezza della qualificazione del profitto del reato (pari a euro 1.149.960,45), la legittimità della confisca diretta dei saldi dei conti correnti intestati alle società emittenti le fatture false e, in caso di incapienza, della confisca per equivalente sui beni nella disponibilità degli amministratori (Fabio e Luigi Ricco). La Corte ha ritenuto che non siano stati forniti elementi idonei a ripartire il profitto tra i concorrenti e che le censure difensive sollevino questioni meramente fattuali incompatibili con il giudizio di legittimità, anche in ragione della scelta dei ricorrenti di definire la propria posizione con patteggiamento. Quanto alla contestazione relativa alla quota dell'immobile adibito ad abitazione familiare di Luigi Ricco, la Corte ha rilevato carenza di interesse in quanto non risulta dalla sentenza impugnata che la confisca sia stata effettivamente estesa a tale quota. I ricorrenti sono condannati alle spese e al versamento di 3.000 euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 12-bis d.lgs. n. 74 del 2000
Norma che disciplina la confisca diretta e per equivalente nei reati tributari; la Corte l'ha interpretata nel senso che costituisce profitto del reato il risparmio di spesa o l'incremento patrimoniale derivante dall'alterazione dell'obbligazione tributaria, giustificando la confisca sui saldi societari e, se occorre, per equivalente sugli amministratori
Prevede la confisca per equivalente; la Corte ne trae il principio che, in illeciti plurisoggettivi, la confisca può essere disposta per l'intera entità del profitto nei confronti di uno dei concorrenti solo se non è possibile determinare la partecipazione di ciascuno, altrimenti deve rispettare il principio di proporzionalità
Norma processuale in tema di condanna alle spese del giudizio di cassazione; applicata per imporre ai ricorrenti il pagamento delle spese
Sentenza Sezioni Unite n. 10561 del 30/01/2014 (Gubert)
Giurisprudenza di legittimità richiamata per il principio secondo cui è legittimo sequestrare o confiscare il profitto rimasto nella disponibilità della persona giuridica quando il reato tributario sia stato commesso dal suo rappresentante, e per l'indicazione circa la valutazione dell'esistenza di patrimoni sociali effettivi
Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000
Richiamata in relazione alla valutazione circa la presentazione in buona fede della impugnazione; la Corte di Cassazione ha ritenuto non sussistere colpa nella determinazione della causa di inammissibilità
Massime di principio
- La confisca per equivalente nei reati tributari può colpire direttamente il patrimonio della persona giuridica che ha beneficiato delle condotte illecite; se i beni sociali sono insufficienti o inesistenti, è legittimo procedere contro i patrimoni degli amministratori che hanno beneficiato del profitto
- Il "profitto del reato" nei reati tributari è concettualizzato come il risparmio di imposta o l'incremento patrimoniale conseguito mediante artificiose alterazioni dell'obbligazione tributaria, anche se l'imposta non risulti materialmente non versata
- In illeciti plurisoggettivi la confisca per equivalente può essere applicata integralmente a uno dei concorrenti solo se non è possibile determinare la quota di profitto spettante a ciascuno; se la partecipazione è quantificabile, la confisca deve rispettare la proporzionalità
- Per contrastare una confisca per equivalente è necessario fornire in sede di merito elementi concreti e documentali che dimostrino l'operatività delle società (clientela, mezzi, dipendenti, fatturato riconducibile a scambi reali) e la separazione patrimoniale tra società e amministratori; censure meramente fattuali o assertive sono difficilmente efficaci in sede di legittimità
- La protezione dell'abitazione familiare rispetto alla confisca richiede specifica e chiara determinazione nella decisione impugnata; se la sentenza non estende espressamente la confisca alla quota dell'abitazione, il ricorrente può avere carenza di interesse su quel punto in cassazione
- In cassazione non sono ammesse valutazioni di fatto nuove: le contestazioni devono mirare a violazioni di legge o profili di motivazione evidenti e specifici, non a riedizioni dei fatti già valutati in merito
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