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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27180/2024 del 09/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP per estorsione aggravata con modalità mafiose (art. 416-bis e connessi). Il ricorrente deduceva violazione di legge e carenza di motivazione ai sensi dell'art. 606 c.p.p., lamentando che il Tribunale non avrebbe accertato l'attualità e la concretezza del pericolo di reiterazione (art. 274, comma 1, lett. c, c.p.p.), non avrebbe considerato elementi favorevoli quali l'assenza di precedenti significativi, l'attività lavorativa precedente e la disponibilità al controllo elettronico/braccialetto e avrebbe ingiustificatamente differenziato il trattamento cautelare rispetto al coindagato Ciccarelli. Contestava inoltre la lettura di specifici elementi probatori (file audio e frasi riportate nell'ordinanza).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto conforme al diritto e ben motivata la valutazione del Tribunale di Napoli circa il pericolo di reiterazione, fondato sulla gravità e le modalità delle richieste estorsive (ripetute, in concorso, con perentorietà e riferimenti al sostentamento dei detenuti), sulla personalità e sul contesto socio-ambientale del Maglione (collegamenti familiari alla criminalità organizzata) e sulla pervicacia dimostrata (più presentazioni alle vittime, termini precisi per il pagamento). La Corte ha altresì confermato che la diversa misura applicata ai coindagati è giustificata dall'autonomia delle posizioni personali e dal diverso contributo al fatto. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di €3.000,00 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Fondamento dell'impugnazione per "violazione di legge e di motivazione"; la Corte ricorda i limiti del controllo di legittimità sulle misure cautelari (richiesta di violazione normativa o manifesta illogicità della motivazione).

  • art. 274, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Prevede la custodia cautelare per il pericolo di reiterazione; la Corte conferma che il pericolo deve essere concreto e attuale e valutato sulla base della personalità, delle modalità del fatto e delle condizioni di vita, non essendo necessaria la previsione di una specifica occasione di reato.

  • art. 275, cod. proc. pen.

    Imposta il criterio di adeguatezza e proporzionalità della misura cautelare: il giudice deve motivare perché la misura scelta è idonea a soddisfare le esigenze cautelari; tale motivazione deve essere immune da vizi logici.

  • art. 275-bis, cod. proc. pen.

    Regola gli strumenti di controllo a distanza (es. controllo elettronico); la Corte condivide che il tribunale del riesame può escludere l'idoneità degli arresti domiciliari con controllo elettronico qualora ritenga che non recidano i contatti del soggetto con il contesto criminale.

  • art. 273, cod. proc. pen.

    Riguarda i gravi indizi di colpevolezza; la Corte ricorda che in Cassazione l'insussistenza dei gravi indizi è sindacabile solo in presenza di violazione di norme o manifesta illogicità della motivazione.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali per il ricorrente in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso in Cassazione.

  • art. 416-bis c.p. (menzione di estorsione aggravata con agevolazione mafiosa)

    Il fatto contestato era qualificato come estorsione aggravata con modalità/agevolazione mafiosa; la qualificazione del titolo di reato non basta da sola a desumere il pericolo di reiterazione senza valutazione delle modalità concrete.

  • Legge 16 aprile 2015, n. 47, art. 2, comma 1, lett. c)

    Modifica l'art. 274 c.p.p. impedendo di desumere il pericolo di reiterazione dalla sola gravità astratta del titolo di reato; le modalità concrete del fatto devono essere valutate.

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito chiedere una rivalutazione dei fatti già esaminati dal giudice di merito: le censure devono evidenziare violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione
  • Il pericolo di reiterazione (art. 274, comma 1, lett. c) c.p.p.) richiede una prognosi fondata su elementi concreti e attuali: modalità del fatto, personalità dell'indagato e contesto socio-ambientale sono determinanti
  • La gravità astratta del titolo di reato non basta per giustificare la custodia cautelare; bisogna valutare le concrete manifestazioni del fatto per distinguere comportamento occasionale da continuità delinquenziale
  • La scelta tra carcere e misure meno afflittive (arresti domiciliari con controllo elettronico) richiede motivazione specifica: il giudice deve spiegare perché strumenti di controllo a distanza non recidono i legami e non contengono il pericolo di reiterazione
  • La posizione processuale dei coindagati è autonoma: differenze nei provvedimenti cautelari sono legittime se motivate in relazione al contributo al reato e alla personalità di ciascuno
  • Per ottenere la sostituzione della misura cautelare è utile dimostrare concretamente l'assenza di legami col contesto criminale, la scarsa pervicacia delle condotte e l'effettiva idoneità di misure alternative come il braccialetto elettronico

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