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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3253/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Dinno Carmine impugnava la sentenza della Corte d'appello di Milano che lo aveva dichiarato penalmente responsabile, per i reati di occultamento o distruzione di scritture contabili (art. 10 d.lgs. 74/2000) e di dichiarazione infedele (art. 4 d.lgs. 74/2000). I motivi del ricorso contestavano: 1) la mancata dichiarazione di estinzione per prescrizione del reato di occultamento/distruzione, sostenendo che la condotta fosse distruttiva e non di occultamento (quindi presumibilmente anteriore alla data della verifica fiscale), e denunciando un'inversione dell'onere della prova; 2) la mancata dichiarazione di estinzione per prescrizione del reato di dichiarazione infedele, con richiamo al tempus commissi delicti indicato il 30/09/2011 e alla sospensione del termine dovuta solo al rinvio per la pandemia; 3) vizio di motivazione sulla determinazione della pena e sul diniego delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato limitatamente al reato di dichiarazione infedele (art. 4 d.lgs. 74/2000), ritenendo estinto il reato per prescrizione (termine decennale decorrente dalla presentazione della dichiarazione del 30/09/2011, con unico periodo di sospensione di 64 giorni per il rinvio Covid, determinando l'estinzione il 03/12/2021, anteriore alla sentenza d'appello del 13/01/2022). Pertanto la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata solo con riferimento a quel capo e ha eliminato la pena correlata (aumento di 2 mesi). Sulle restanti censure (in particolare la qualificazione della condotta come occultamento ai sensi dell'art. 10 e le questioni relative alla pena e alle attenuanti) il ricorso è stato dichiarato inammissibile o manifestamente infondato: la qualificazione come occultamento è stata ritenuta adeguatamente motivata (reato permanente consumato alla data della verifica fiscale del 15/12/2015), e la determinazione della pena è stata considerata congrua. La pena complessiva è quindi definitivamente rideterminata in un anno e otto mesi di reclusione.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 - art. 10

    Regola il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili; nella sentenza viene qualificato come reato di pericolo concreto e, in ipotesi di occultamento, come reato permanente la cui consumazione si determina alla data dell'accertamento/fisica irreperibilità (qui 15/12/2015).

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 - art. 4

    Dispone il reato di dichiarazione infedele; la prescrizione decorre dalla data di presentazione della dichiarazione (qui 30/09/2011), e pertanto il relativo termine prescrizionale va calcolato da quella data tenendo conto delle sospensioni previste.

  • art. 167 cod. pen.

    Richiamato in rapporto alle questioni di prescrizione/estinzione della pena; la norma è stata evocata nella censura, e la Corte la considera nel quadro delle regole sulla prescrizione.

  • art. 17 d.lgs. n. 74/2000

    Richiamato in combinato disposto con art. 167 c.p. nella censura relativa alla prescrizione; la sentenza lo prende in esame nel contesto delle doglianze procedurali.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p.

    Norme che individuano i motivi di ricorso per Cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione); la Corte le applica per definire l'ammissibilità e il merito delle censure.

  • art. 27 Cost.

    Richiamato dal ricorrente con riferimento al principio di rieducazione e alla determinazione della pena; la Corte valuta la congruità della pena alla luce degli elementi di fatto e del principio costituzionale.

Massime di principio

  • Occultamento vs distruzione: se l'imputazione è formulata 'occultamento o comunque distruzione', e la sentenza ritiene prevalente l'ocultamento, spetta all'imputato provare che la condotta fu invece distruttiva e dimostrare la data della distruzione per far decorrere diversamente la prescrizione.
  • Reato di occultamento di scritture contabili è reato permanente: la prescrizione decorre dalla data in cui l'indisponibilità viene accertata (es. data della verifica fiscale) e non dall'ipotetica data dell'azione iniziale.
  • Dichiarazione infedele: il termine prescrizionale decorre dalla data di presentazione della dichiarazione fiscale; perciò, per valutare la prescrizione, va preso quel giorno come punto di partenza e computate eventuali sospensioni (es. quelle legate al Covid).
  • Sospensioni legate al Covid-19 devono essere quantificate e computate nel calcolo della prescrizione secondo la giurisprudenza di legittimità (la Suprema Corte ha indicato, in casi analoghi, periodi specifici di sospensione).
  • Effetto della prescrizione pronunciata in Cassazione: quando un reato è dichiarato estinto per prescrizione, la relativa pena va eliminata e la misura della pena complessiva va rideterminata eliminando gli aumenti connessi al capo estinto.
  • Sul piano della motivazione della pena, il giudice di merito ha ampia discrezionalità: contestazioni generiche sull'eccesso della pena sono difficilmente accolte se la motivazione di merito è congrua e proporzionata agli elementi di illecito (importo, pluralità di condotte, precedenti).
  • Quando si contesta la prescrizione è cruciale documentare con precisione il 'tempus commissi delicti' e ogni circostanza che possa interrompere o sospendere il decorso del termine prescrizionale.

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