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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33602/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugna l'ordinanza del GIP che aveva rigettato la richiesta di emissione del decreto penale di condanna con conversione della pena detentiva in pena pecuniaria, disponendo la restituzione degli atti al pubblico Ministero. Il ricorrente sostiene che la motivazione del GIP — basata sull'assenza di documentazione sulle condizioni economico-patrimoniali dell'imputato e del suo nucleo familiare necessaria per valutare la congruità della pena pecuniaria ai sensi del novellato art. 459, comma 1-bis c.p. — sia in realtà una valutazione di opportunità che illegittimamente interferisce con la sfera discrezionale del pubblico ministero nella scelta del rito e nella formulazione dell'imputazione.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la memoria del Sostituto Procuratore Generale sia pervenuta oltre il termine di legge (art. 611, comma 1 c.p.p.) e quindi non sia stata considerata. Sul merito, la Corte ha escluso l'abnormità dell'ordinanza del GIP: il rigetto e la restituzione degli atti non sono abnormi quando il GIP pone rilievi sulla congruità della pena pecuniaria motivati dall'assenza di elementi utili a valutare le condizioni economiche dell'imputato (elemento rilevante secondo l'art. 450, comma 1-bis c.p.p.). La Corte ha richiamato orientamenti precedenti (sez. 4, n. 29349 del 22/05/2018, Bini) e ha ritenuto che la valutazione compiuta dal GIP rientri nella sua competenza e non interferisca illegittimamente con le scelte del pubblico ministero.

Norme richiamate

  • art. 611, comma 1 c.p.p.

    Termine di legge per il deposito della memoria del Pubblico Ministero: la memoria pervenuta tardivamente (12/05/2023) è stata esclusa dal giudizio

  • art. 459, comma 1-bis c.p.

    Richiamato dal ricorrente come norma rilevante per la conversione della pena detentiva in pena pecuniaria; il ricorrente sosteneva che la valutazione delle condizioni economiche non dovesse impedire la scelta del PM, ma la Corte ha ritenuto che la valutazione di congruità rientri nella sfera decisoria del GIP

  • art. 450, comma 1-bis c.p.p.

    Indica che, per determinare il valore giornaliero della pena pecuniaria in sostituzione della pena detentiva, deve tenersi conto delle condizioni economiche dell'imputato; la Corte ha ritenuto che l'assenza di tali elementi possa legittimare il rigetto della richiesta e la restituzione degli atti

  • d.lgs. n. 150/2022

    Riforma richiamata dal GIP e menzionata dalla Corte come quadro normativo parzialmente applicabile; l'opzione ermeneutica su tali disposizioni rientra nella competenza del GIP nel decidere sulla richiesta

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 29349 del 22/05/2018 (Bini, Rv. 273376)

    Precedente secondo il quale non è abnorme il rigetto della richiesta di decreto penale di condanna e la restituzione degli atti quando il GIP valuta la congruità della pena pecuniaria e ritiene mancanti elementi necessari per tale valutazione; richiamato per confermare la legittimità dell'intervento del GIP

Massime di principio

  • Il GIP può rigettare la richiesta di decreto penale di condanna e restituire gli atti al PM quando mancano elementi utili a valutare la congruità della pena pecuniaria alternativa: tale scelta non è necessariamente 'abnorme'.
  • La valutazione della congruità della pena pecuniaria, soprattutto dopo le modifiche normative (es. d.lgs. n.150/2022 e disposizioni su art. 450 c.p.p.), rientra nella sfera di competenza del GIP e non costituisce di per sé un illegittimo intervento nelle scelte discrezionali del pubblico ministero.
  • Il pubblico ministero, quando propone la conversione di una pena detentiva in pena pecuniaria, dovrebbe allegare documentazione sulle condizioni economico-patrimoniali dell'imputato e del nucleo familiare (o indicare elementi da cui tali condizioni possono essere desunte), per consentire al GIP di valutare la congruità della pena alternativa.
  • Le memorie e le istanze del Pubblico Ministero devono essere depositate nei termini previsti (art. 611 c.p.p.); le produzioni tardive possono essere escluse dal giudizio.
  • Il ricorso per cassazione contro un'ordinanza del GIP è ammissibile quando sussiste abnormità che interferisce con le attribuzioni istituzionali della pubblica accusa; altrimenti la valutazione del GIP circa la congruità della pena è difficilmente sindacabile in cassazione.

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