Cassazione Penale, Ordinanza n. 39706/2025 del 10/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (imputato)
La controversia
Il procuratore generale ha proposto ricorso per cassazione contro l'ordinanza del tribunale di sorveglianza che, in un procedimento riguardante la revoca della misura alternativa della semilibertà applicata a un condannato, aveva mantenuto il beneficio. L'unico motivo di ricorso contestava la valutazione compiuta dal tribunale sulla sussistenza dei presupposti della revoca, sostenendo in sostanza che il comportamento del condannato avrebbe integrato un grave episodio incompatibile con la prosecuzione del trattamento. Dal testo emerge che il fatto valorizzato dal ricorrente era un episodio del 3 dicembre 2023, descritto come danneggiamento di un'autovettura seguito da incendio. La doglianza è stata ritenuta inammissibile perché diretta a censurare il merito della valutazione discrezionale del giudice di sorveglianza, senza evidenziare un vizio logico o giuridico rilevante in sede di legittimità.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del procuratore generale. Ha ritenuto che il motivo investisse soltanto la valutazione discrezionale del tribunale di sorveglianza in ordine alla revoca della semilibertà, valutazione che non presentava profili di manifesta illogicità. Il tribunale aveva infatti escluso l'esito negativo dell'esperimento trattamentale valorizzando l'assenza, durante la lunga espiazione e il tempo trascorso in misura alternativa, di segnalazioni diverse dal grave episodio contestato, oltre all'esperienza lavorativa in corso e alle relazioni positive sul comportamento rispettoso tenuto in istituto penitenziario.
Norme richiamate
Richiamato implicitamente quale disciplina della misura alternativa della semilibertà e della sua revoca, poiché la decisione riguarda il giudizio sull'esito del trattamento e sul rapporto fiduciario con gli organi del trattamento.
Norma implicita sull'effetto processuale dell'inammissibilità del ricorso, con condanna alle conseguenze di legge ove applicabili, anche se nel testo non sono riportate ulteriori statuizioni.
Massime di principio
- Nel giudizio di revoca della semilibertà, rilevano le condotte del condannato che, per natura, modalità e oggetto, siano idonee a incidere gravemente sul rapporto fiduciario con gli organi del trattamento e a dimostrare l'inidoneità al percorso rieducativo.
- La valutazione sull'esito negativo dell'esperimento trattamentale spetta al tribunale di sorveglianza e, se è sorretta da motivazione non manifestamente illogica, non è sindacabile in cassazione nei termini richiesti da una mera critica di merito.
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a contrapporre alla motivazione del giudice di sorveglianza una diversa lettura dei fatti senza denunciare specifici vizi di legittimità.
- Ai fini della revoca della misura alternativa, la decisione può valorizzare non solo l'episodio negativo contestato, ma anche il complessivo andamento della detenzione, l'assenza di ulteriori segnalazioni disciplinari e la positiva condotta lavorativa e intramuraria del soggetto.
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