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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10849/2026 del 23/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Coco ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Latina che ha rigettato la sua richiesta di dissequestro e di attribuzione definitiva di 63 capi di bestiame e di alcuni mezzi agricoli oggetto di sequestro adottato il 23 settembre 2022 (convalidato il 28 settembre 2022). La ricorrente sosteneva di essere proprietaria dei capi per effetto di una scrittura privata del 7 agosto 2023 (cessione di parte del bestiame e di mezzi), che non sussisterebbe alcun rischio di confisca né di protrazione di condotte illecite, che la titolarità non sarebbe controversa e che il Servizio veterinario ASL aveva certificato la corretta amministrazione degli animali. Contestava inoltre l'applicazione di norme di diritto penale (art. 240 c.p.) e richiamava norme civili (artt. 815 e 2863 c.c.).

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso di Coco. Ha ritenuto che, poiché il processo penale a carico di Parlato è ancora pendente e il reato contestato (art. 544-ter c.p.) comporta la confisca obbligatoria dell'animale in caso di condanna salvo che l'animale appartenga a "persona estranea al reato", non fosse possibile accertare in questa sede la buona fede e l'estraneità della Coco. Inoltre la ricorrente aveva acquistato i diritti dopo l'avvenuto sequestro, il che ostacola la qualificazione come terzo estraneo in buona fede. Per i mezzi agricoli la documentazione era stata già attribuita alla Coco dal provvedimento, e la mancata consegna materiale va risolta con intervento del P.M. o in sede civile; non era necessaria ulteriore misura cautelare penale. La ricorrente è stata inoltre condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 544-ter cod. pen.

    Norma che punisce il maltrattamento di animali; in relazione alla quale, se l'animale costituisce oggetto del reato, la condanna può comportare misure ablatorie (collegata alla disciplina sulla confisca)

  • art. 544-sexies cod. pen.

    Prevede la confisca obbligatoria dell'animale oggetto del reato in caso di condanna per il delitto di cui all'art. 544-ter, "salvo che appartenga a persona estranea al reato"; il Collegio ha interpretato la norma come clausola che richiede la prova della qualità di terzo estraneo e della buona fede per escludere la confisca

  • art. 240 cod. pen.

    Richiamato dalla ricorrente come norma sulla confisca; il Collegio ha però chiarito che, nel caso concreto, la confisca rilevante è quella prevista dall'art. 544-sexies e non una confisca facoltativa ex art. 240

  • artt. 262, 263 e 321 cod. proc. pen.

    Norme di rito richiamate nel primo motivo di ricorso (violazione di norme processuali e vizio di motivazione); il Collegio ha ritenuto che l'ordinanza del giudice di merito abbia adeguatamente motivato il mantenimento del sequestro alla luce della disciplina sostanziale sulla confisca e della situazione fattuale (acquisto post-sequestro)

  • art. 727 cod. pen.

    Richiamato in relazione ai fatti (reati contestati a Parlato); la presenza di procedimenti per reati sulla stessa azienda giustifica l'adozione e il mantenimento di misure cautelari reali

  • artt. 815 e 2863 cod. civ.

    Norme civili sulla proprietà e sulla trascrizione/validità degli atti tra vivi richiamate dalla ricorrente; il Collegio ha ritenuto che le questioni relative a titolarità e conseguente restituzione materiale della documentazione attinente ai mezzi rientrano, almeno in prima istanza, nella competenza del giudice civile o nella fase esecutiva del P.M., e non impongono un nuovo provvedimento penale

Massime di principio

  • Se un bene è stato sottoposto a sequestro penale prima del trasferimento a terzi, chi acquista dopo il sequestro difficilmente potrà essere considerato "persona estranea al reato" e quindi esente da rischio di confisca; la prova della buona fede e dell'assenza di vantaggi dal reato è decisiva e deve essere anteriore al vincolo
  • La confisca degli animali connessa a reati di maltrattamento è disciplinata da una norma speciale (art. 544-sexies) che prevede carattere obbligatorio salvo prova di estraneità in buona fede, pertanto il giudice penale può mantenere il sequestro fino alla definizione del processo per tutelare l'efficacia della futura confisca
  • Per ottenere la restituzione di beni già sottoposti a sequestro, è necessario dimostrare incontrovertibilmente la titolarità anteriore al vincolo o la buona fede; acquisizioni posteriori al sequestro sono svantaggiose per il richiedente
  • Le questioni relative alla documentazione amministrativa e alla consegna materiale di cose poste sotto sequestro possono richiedere il coinvolgimento del Pubblico Ministero per l'esecuzione del provvedimento o il ricorso al giudice civile se la controversia è di natura patrimoniale/possedoria
  • In casi analoghi è utile raccogliere e documentare preventivamente: (a) prove documentali temporali che attestino la proprietà anteriore al sequestro; (b) atti traslativi registrati o trascritti quando rilevanti; (c) certificazioni istituzionali (es. ASL) e ogni elemento che dimostri la non utilizzazione del bene per finalità illecite e la diligenza adottata all'atto dell'acquisto

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