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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42037/2022 del 08/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano, ai soli effetti civili, la sentenza della Corte d'appello di Bologna che aveva assolto Alessio La Rocca dall'accusa di omicidio colposo ritenendo che il fatto non costituisse reato. I ricorrenti contestano l'esclusione della responsabilità dell'imputato, rilevando che lo stesso viaggiava a velocità stimata tra 70 e 80 km/h (superiore al limite di 70 km/h per quel tratto) e non aveva adeguato la velocità in prossimità di un'intersezione e su una carreggiata particolarmente stretta, in violazione dell'art. 141 Codice della Strada; i ricorrenti sostengono che una condotta di guida correttamente adattata avrebbe evitato l'impatto o l'esito letale, e che la Corte di merito non ha svolto un adeguato giudizio controfattuale sulla causalità della colpa.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto i ricorsi delle parti civili fondati e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente agli effetti civili. La Corte ha censurato la motivazione d'appello per carenze logiche e per mancata valutazione adeguata delle prescrizioni dell'art. 141 C.d.S., della particolare configurazione dello stato dei luoghi (intersezione, carreggiata stretta, orario serale) e per l'assenza di un completo giudizio controfattuale su quale sarebbe stato il tempo di reazione e l'esito dell'impatto qualora La Rocca avesse mantenuto una velocità adeguata e nei limiti. Per questi motivi la sentenza è stata annullata agli effetti civili con rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello, cui è demandata la regolamentazione delle spese di questo giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 141 Codice della Strada

    «il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile»; e deve regolare la velocità nei tratti a visibilità limitata, in prossimità delle intersezioni, nelle ore notturne, su carreggiate strette, ecc.

    La norma impone al conducente di adattare sempre la velocità alle condizioni del luogo (intersezioni, carreggiate strette, orario serale) e il superamento del limite o il mancato adattamento possono integrare colpa per valutazione della responsabilità nella causazione dell'evento.

  • art. 622 c.p.p. (richiamato nella sentenza)

    Disposizione applicata per il rinvio della controversia agli effetti civili al giudice competente per valore in grado d'appello: la Cassazione annulla gli effetti civili della sentenza penale e dispone il rinvio al giudice civile per nuovo esame.

  • Giurisprudenza citata: Sez. 4, Sentenza n. 32202 del 15/07/2010 (Filippi)

    Richiamato il principio di affidamento e criteri giurisprudenziali sulla valutazione della velocità e della prevedibilità del rischio: la corte deve confrontare le aspettative di comportamento con il concreto stato dei luoghi e le conseguenze della condotta.

Massime di principio

  • In prossimità di intersezioni e su carreggiate strette il conducente ha l'obbligo di ridurre la velocità ben oltre il mero rispetto del limite numerico, adattandola alle condizioni di visibilità e alle caratteristiche della strada (art. 141 C.d.S.).
  • Il superamento del limite di velocità costituisce elemento indicativo di colpa e non esclude automaticamente la responsabilità: la valutazione deve considerare se, a velocità adeguata, l'evento sarebbe stato evitato o l'esito attenuato (analisi controfattuale).
  • Un tempo di reazione breve non assolve automaticamente il conducente se quel tempo sarebbe stato sensibilmente maggiore in ipotesi di velocità adeguata; occorre stimare il tempo residuo in uno scenario alternativo coeteris paribus.
  • La dichiarata assoluzione penale per mancanza dell'elemento soggettivo non impedisce che siano riaperti o rideterminati i profili civili: la Cassazione può annullare gli effetti civili della sentenza e rinviare al giudice civile per nuovo giudizio.
  • In giudizio è necessaria una motivazione logica e completa che colleghi i dati di fatto (velocità, visibilità, larghezza della carreggiata, manovre della vittima) al giudizio di causalità: la valutazione della responsabilità richiede accertamenti tecnici e controfattuali mirati.

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