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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42007/2022 del 08/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale di Lecco che aveva respinto il riesame avverso il sequestro finalizzato alla confisca di somme ritenute profitto di reati fiscali. Sono contestati: 1) la sussistenza del fumus commissi delicti in relazione a presunte operazioni fittizie e fatture inesistenti (in particolare rispetto a una somma di 2.500.000,00 euro ricevuta dalla società "Ala Due s.r.l." da "P.R.I.M.E." e poi distribuita); 2) il periculum in mora (assenza di motivazione circa il rischio di dispersione delle somme). I ricorrenti sostengono che la somma era una caparra genuina, imponibile solo in parte o al momento dell'incameramento, e che non sussistono elementi probatori sufficienti né rischi di dispersione.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. In particolare: i ricorsi proposti da Alessandro Maria Valena (in proprio e quale legale rappresentante delle società) sono stati ritenuti inammissibili per carenza di legittimazione, perché l'ordinanza impugnata era stata pronunciata soltanto nei confronti di Anna Maria Vergottini e di Gian Luca Valena. Quanto ai ricorsi di Vergottini e Gian Luca, la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato l'esistenza di concreti e persuasivi elementi indiziari (fumus) in relazione all'operazione da 2.500.000,00 euro e avesse altresì motivato il periculum in mora sulla base delle movimentazioni e del rischio di dispersione delle disponibilità. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento della tassa delle ammende di euro 3.000 ciascuno.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    art. 321, comma 1 e comma 2 c.p.p.

    Richiamato con riferimento ai presupposti del riesame e ai limiti del sindacato sulle misure cautelari reali; la Corte evidenzia i requisiti richiesti per la conferma o revoca del sequestro

  • art. 606 cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Indica i motivi di ricorso per cassazione ammessi (violazione di legge) e delimita la sindacabilità di ordinanze cautelari in Cassazione

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 4

    Riferimento alla fattispecie di dichiarazione fraudolenta/infedele; la Corte ritiene sussistenti, almeno indiziariamente, gli elementi per ricondurre le somme alle condotte contestate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 12-bis

    art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000

    Richiamato in relazione ai profili cautelari e alla confisca; i profili di periculum e fumus sono valutati in applicazione della disciplina sui reati tributari

  • Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR)

    Richiamati dagli appellanti per sostenere che la tassazione dovrebbe riguardare la sola plusvalenza e non l'intera somma: la Corte non ha ritenuto questa argomentazione sufficiente a escludere il fumus

  • Giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite e altre sezioni)

    Sez. U, n. 25932/2008; Sez. 5, n. 3722/2019; Sez. 6, n. 18183/2017; Sez. U, n. 36959/2021; Sez. 3, n. 42527/2019

    Richiamati i principi sul contenuto minimo della motivazione, sui limiti del sindacato in Cassazione e sui requisiti del fumus e del periculum nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca

Massime di principio

  • Può proporre ricorso in Cassazione solo chi era parte nel procedimento di riesame: i terzi non presenti al riesame sono privi di legittimazione a impugnare
  • Per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca non è richiesto lo stesso grado di indizi previsto per le misure cautelari personali, ma occorrono comunque concreti e persuasivi elementi fattuali (indizi) che colleghino il bene al reato
  • La Corte di Cassazione controlla questioni di diritto e vizi gravi di motivazione; non è la sede per rivalutare in modo libero le prove e le risultanze di fatto opportunamente argomentate dal giudice di merito
  • Il periculum in mora può essere dimostrato mediante elementi indicativi di possibile dispersione o modifica del bene (es. consistenti e ripetute movimentazioni di conto, trasferimenti verso soggetti collegati), non è necessario dimostrare necessariamente un occultamento immediato
  • Operazioni formalmente qualificate come "caparra" o altre poste contrattuali possono essere ritenute simulate se emergono anomalie (versamento nonostante inadempienze, mancata richiesta di restituzione, trasferimenti rapidi e successivi utilizzi personali): in tali casi il carattere formale non esclude la misura cautelare
  • In caso di inammissibilità del ricorso per motivi di legge o di legittimazione, il giudice può condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali e irrogare la tassa delle ammende se sussistono profili di colpa nella proposta di ricorso

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