Cassazione Penale, Sentenza n. 46880/2022 del 12/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello di Palermo del 20 novembre 2020, per la quale era stata condannata a quattro mesi di reclusione per il reato previsto dall'art. 614 c.p. (occupazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica), deducendo un'unica censura: violazione dell'art. 649 c.p.p. per essere già stata precedentemente condannata, con sentenza irrevocabile del Tribunale di Trapani del 12 marzo 2019, per gli stessi fatti (stessa data, stesso luogo e stesso alloggio). In sostanza si invocava il divieto di doppia statuizione penale sui medesimi fatti (ne bis in idem) e la conseguente estinzione del procedimento o dell'ulteriore condanna.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività: il ricorso era stato depositato il 26 agosto 2021 oltre il termine di 45 giorni previsto dall'art. 585, comma 1, lett. c), c.p.p., decorrente dalla comunicazione della sentenza che era avvenuta il 25 maggio 2021 (come attestato dalla cancelleria). Non essendo stata valutata nel merito la questione del presunto doppio giudicato, il ricorso è stato respinto per inosservanza del termine; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma sostanziale che disciplina il reato contestato (occupazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica). Nel provvedimento è richiamata per identificare il fatto-reato oggetto del giudizio.
Richiamato dal ricorrente quale norma che tutela contro valutazioni incompatibili in sentenze precedenti (profili di eventuale ne bis in idem o effetti dell'intervenuta irrevocabilità di una decisione). La Corte non è entrata nel merito della presunta applicazione di questa norma perché ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività.
art. 585, comma 1, lett. c), c.p.p.
Stabilisce il termine per proporre ricorso per cassazione da parte dell'imputato: il termine ordinario di 45 giorni decorrente dalla comunicazione della sentenza quando il dispositivo indica il termine di 90 giorni per il deposito della motivazione. La Corte ha applicato questa norma per ritenere scaduto il termine in cui la ricorrente avrebbe potuto proporre il ricorso.
Regola le modalità di comunicazione della sentenza all'imputato; qui è stata utilizzata la data di comunicazione (25 maggio 2021) come momento iniziale del decorso del termine di 45 giorni per proporre il ricorso per cassazione.
Massime di principio
- I termini per proporre ricorso per cassazione devono essere calcolati con rigore: quando il dispositivo della sentenza indica un termine di novanta giorni per il deposito della motivazione, l'imputato dispone di 45 giorni dalla comunicazione per impugnare in Cassazione (art. 585, comma 1, lett. c)).
- La comunicazione della sentenza (art. 157 c.p.p.) è l'evento che fa decorrere i termini processuali: è fondamentale conservare e, se necessario, produrre l'attestazione di ricezione o di comunicazione per dimostrare la tempestività di eventuali impugnazioni.
- Questioni di merito, come il presunto doppio giudicato (richiamato con l'art. 649 c.p.p.), non verranno esaminate dalla Corte di Cassazione se il ricorso è inammissibile per vizi formali o per tardività: la tempestività è condizione di ammissibilità imprescindibile.
- In presenza di una precedente sentenza irrevocabile per gli stessi fatti, il rimedio va prospettato tempestivamente; se trascorrono i termini per proporre ricorso, si rischia di perdere la possibilità di ottenere un controllo sulla doppia statuizione.
- È consigliabile, in situazioni similari, verificare immediatamente la data di comunicazione della sentenza e, in caso di profili di ne bis in idem o altre eccezioni preclusive, rivolgersi al difensore per impugnare entro i termini procedurali, allegando le prove documentali della precedente sentenza irrevocabile.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 12 dic 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 46663/2022 del 12/12/2022
- Sentenza penale · 12 dic 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 46665/2022 del 12/12/2022
- Sentenza penale · 12 dic 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 46666/2022 del 12/12/2022
- Sentenza penale · 12 dic 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 46667/2022 del 12/12/2022
- Sentenza penale · 12 dic 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 46668/2022 del 12/12/2022
- Sentenza penale · 12 dic 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 46669/2022 del 12/12/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →