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Cassazione Civile, Ordinanza n. 02506/2024 del 26/01/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (appaltatore)

La controversia

Una società aveva affidato a un'altra, con contratto del 4 novembre 2010, il conferimento di rifiuti speciali non pericolosi in una discarica autorizzata. L'attrice sosteneva che, prossima all'esaurimento della capacità del primo modulo, la controparte non avesse tempestivamente attivato il procedimento per ottenere l'autorizzazione alla prosecuzione dell'attività nel secondo modulo, scegliendo invece una richiesta più complessa e lenta per sovraccaricare il primo modulo. Ciò avrebbe determinato la chiusura della discarica e costretto la committente a servirsi di altri impianti con maggiori costi di trasporto e conferimento. In primo grado furono respinte le domande dell'attrice di risoluzione per inadempimento, rifiuto di pagamento ex art. 1460 c.c. e risarcimento danni, mentre fu accolta in parte la riconvenzionale della convenuta per il corrispettivo maturato. In appello, la committente ottenne la riforma parziale sul quantum del corrispettivo; l'appello incidentale tardivo della controparte, volto a riproporre le domande di risoluzione e risarcimento, fu dichiarato inammissibile. Con il ricorso per cassazione la società soccombente censurava esclusivamente tale statuizione, deducendo violazione degli artt. 334 e 12 disp. prel. c.c. e sostenendo che l'appello incidentale tardivo sarebbe ammissibile anche quando investa capi autonomi non toccati dall'appello principale, poiché l'interesse alla reazione nasce dall'impugnazione altrui.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato l'unico motivo di ricorso. Ha cassato la sentenza impugnata limitatamente al capo che aveva dichiarato inammissibile l'appello incidentale tardivo e ha rinviato alla Corte d'appello di Cagliari in diversa composizione perché esamini e decida l'appello incidentale. Il giudice del rinvio provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha affermato che, nei rapporti tra due sole parti, l'appello incidentale tardivo della parte appellata è ammissibile quando l'impugnazione principale metta in discussione l'assetto di interessi derivante dalla sentenza, anche se l'incidente riguarda un capo autonomo e diverso da quello oggetto dell'impugnazione principale, perché l'interesse alla reazione sorge dall'altrui impugnazione e non solo dalla soccombenza originaria.

Norme richiamate

  • art. 334 c.p.c.

    L'impugnazione incidentale tardiva è ammissibile, nel giudizio tra due sole parti, quando è proposta dalla parte contro cui è diretta l'impugnazione principale; l'interesse alla proposizione sorge dall'impugnazione altrui e non dalla sola soccombenza, potendo riguardare anche capi autonomi della decisione.

  • art. 325 c.p.c.

    La Corte richiama il termine breve per le impugnazioni quale parametro di tardività, ma precisa che, nel caso di appello incidentale in senso stretto ex art. 334 c.p.c., la tempestività va valutata alla luce dell'impugnazione principale.

  • art. 327 c.p.c.

    Viene richiamato come termine generale di impugnazione, non applicato in concreto per escludere l'ammissibilità dell'appello incidentale tardivo nel caso deciso.

  • art. 336 c.p.c.

    La decisione sull'impugnazione incidentale comporta l'effetto espansivo interno sulle questioni dipendenti, sicché il giudice del rinvio dovrà riesaminare anche le statuizioni connesse.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    La causa è stata trattata in camera di consiglio secondo il rito camerale previsto per il ricorso per cassazione.

  • art. 385 c.p.c.

    Il giudice del rinvio è chiamato a provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

  • art. 1460 c.c.

    È richiamato dalla parte ricorrente a sostegno del rifiuto di adempiere la propria obbligazione di pagamento; la Corte non si pronuncia nel merito di tale eccezione, perché cassa per il solo profilo processuale dell'appello incidentale.

  • art. 12 disp. prel. c.c.

    Invocato dalla ricorrente a sostegno dell'interpretazione dell'art. 334 c.p.c.; la Corte non ne sviluppa un'autonoma applicazione, ma aderisce all'orientamento giurisprudenziale favorevole all'ammissibilità ampia dell'appello incidentale tardivo.

  • d.lgs. 231/2002

    È citato in relazione agli interessi di mora riconosciuti sulla somma dovuta a titolo di corrispettivo.

Massime di principio

  • L'appello incidentale tardivo della parte appellata è ammissibile anche quando investa un capo della sentenza autonomo e diverso da quello oggetto dell'appello principale, purché l'impugnazione principale metta in discussione l'assetto di interessi derivante dalla sentenza che l'appellato aveva accettato.
  • L'interesse a proporre impugnazione incidentale tardiva non coincide con la mera soccombenza iniziale, ma nasce dall'impugnazione della controparte, che altera l'equilibrio processuale e rende non più attuale l'acquiescenza alla decisione.
  • Nel giudizio tra due sole parti, la logica dell'art. 334 c.p.c. è quella di consentire una reazione difensiva all'impugnazione altrui, senza limitare l'ammissibilità ai soli capi specificamente toccati dall'impugnazione principale.
  • Quando l'impugnazione incidentale è accolta, il giudice del rinvio deve riesaminare anche le statuizioni dipendenti per effetto dell'espansione interna di cui all'art. 336 c.p.c.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniAppalto
RamiProcesso civileContratti
SottomaterieAppelloRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoBuona fede e correttezza

Testo integrale

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