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Cassazione Penale, Ordinanza n. 38113/2025 del 24/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, condannato in appello in parziale riforma della sentenza di primo grado per un episodio di furto in concorso commesso in danno di una persona offesa a Somma Vesuviana il 14 ottobre 2020, ha proposto ricorso per cassazione deducendo, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p., l'inosservanza o erronea applicazione della legge penale in relazione all'art. 120 c.p. e all'art. 336 c.p.p. Sosteneva, in sintesi, che mancasse la querela valida nei suoi confronti, perché l'atto presentava un'inesatta indicazione delle generalità del querelato, con conseguente difetto della condizione di procedibilità.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, osservando che, in tema di querela, l'inesatta indicazione delle generalità del querelato non è di per sé rilevante quando dall'atto emerga in modo inequivoco la volontà della persona offesa di chiedere la punizione dell'autore del reato, anche se ignoto o non correttamente identificato. Nel caso concreto, dall'atto di querela presentato il 19 ottobre 2020 ai Carabinieri di Nola risultava la formale denuncia contro i responsabili dei reati ravvisabili nei fatti descritti, con espressa richiesta di punizione. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma incriminatrice del furto, titolo di reato per cui l'imputato era stato condannato.

  • art. 625 c.p.

    Circostanze aggravanti del furto contestate in origine; in appello è stata esclusa l'aggravante di cui al n. 2.

  • art. 110 c.p.

    Disciplina il concorso di persone nel reato, richiamato nella contestazione originaria.

  • art. 120 c.p.

    Richiamato dal ricorrente per sostenere il difetto di querela valida nei suoi confronti.

  • art. 336 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente quale norma processuale in tema di querela/condizione di procedibilità.

  • art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.

    Parametro del motivo di ricorso per dedotta inosservanza o erronea applicazione della legge penale.

  • art. 616 c.p.p.

    Base della condanna alle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In tema di querela, l'inesatta indicazione delle generalità della persona nei cui confronti si chiede la punizione non incide necessariamente sulla validità dell'atto, se dalla querela risulta in modo inequivoco la volontà punitiva della persona offesa verso l'autore del fatto.
  • La querela va interpretata come negozio processuale, ricostruendo la reale volontà del querelante alla luce del testo dell'atto e della condotta successiva del denunciante, purché collegabile alla originaria manifestazione di volontà.
  • Ai fini della procedibilità, è sufficiente che l'atto di querela consenta di individuare il fatto-reato e la volontà di procedere contro i responsabili, anche quando l'autore sia inizialmente ignoto o non perfettamente identificato.
  • Quando il ricorso si fonda su un'asserita mancanza di querela ma dagli atti risulta una chiara richiesta di punizione dei responsabili del fatto, il motivo è manifestamente infondato e il ricorso è dichiarato inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFurto
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiOnere della prova

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