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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05141/2025 del 07/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3000 in favore della cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ritenendo che le doglianze fossero generiche e non si confrontassero con la motivazione della sentenza impugnata.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Lecce che aveva confermato la condanna per evasione. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che il ricorso censurava, in modo ritenuto generico, l'affermazione di responsabilità per un allontanamento dal domicilio durante gli arresti domiciliari senza autorizzazione; in particolare si contestava la sussistenza degli elementi costitutivi del reato e, con un ulteriore motivo, la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendosi che la condotta non meritasse sanzione penale. La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi privi di specificità rispetto alla congrua motivazione della Corte territoriale, che aveva applicato l'orientamento consolidato secondo cui integra evasione qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari, a prescindere da durata, distanza o ragioni dello spostamento, e aveva escluso la particolare tenuità valorizzando gravità del fatto e intensità del dolo.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    Il reato di evasione è integrato da qualunque allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari; non rilevano la durata dell'assenza, la distanza dello spostamento o i motivi dell'allontanamento, ove il soggetto eluda la vigilanza custodiale.

  • art. 131-bis c.p.

    La non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere esclusa quando la motivazione evidenzi la gravità del fatto e l'intensità del dolo, specie in assenza di elementi concreti sulla durata e sulle ragioni dell'allontanamento.

  • art. 616 c.p.p.

    Dalla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In materia di evasione dagli arresti domiciliari, qualsiasi allontanamento dal luogo di detenzione domiciliare senza autorizzazione integra il reato, senza che assumano rilievo la brevità dell'assenza, la distanza percorsa o le ragioni addotte dall'agente.
  • Ai fini del controllo di legittimità, il ricorso per cassazione è inammissibile quando i motivi si limitano a contestazioni generiche e non si confrontano con la specifica motivazione della sentenza impugnata.
  • La particolare tenuità del fatto non può essere riconosciuta in presenza di una motivazione che valorizzi la gravità concreta della condotta e l'intensità del dolo, soprattutto se mancano elementi fattuali specifici sulla durata e sulle circostanze dell'allontanamento.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma determinata dalla Corte in favore della cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieEvasioneImpugnazioniCause di non punibilità
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaProcesso penaleParte generale
IstitutiPrescrizione del reatoParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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