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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47221/2022 del 14/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Benevento che aveva rigettato il riesame contro il decreto del G.i.p. disponente il sequestro preventivo per equivalente del profitto del reato contestato ex artt. 110 c.p. e 11 D.Lgs. n. 74/2000. L'imputato contestava: 1) nullità del provvedimento per carenza di motivazione; 2) omissione di valutazione della consulenza tecnica che dimostrerebbe la congruità e l'effettivo pagamento del prezzo di cessione dei crediti; 3) mancanza del dolo specifico richiesto dall'art. 11 D.Lgs. 74/2000 e motivazione apparente sulla consapevolezza dell'esposizione debitoria della Super Color; 4) errata individuazione e misura del profitto confiscabile (si sosteneva che il profitto dovesse limitarsi al valore dei crediti ceduti, non al valore dell'intero compendio aziendale) e illegittimità del sequestro sui beni personali del Calenda, anche in relazione alla proporzionalità e al fatto che alcuni crediti non risultavano integralmente monetizzati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente motivato la decisione richiamando le risultanze investigative e spiegando le ragioni del fumus commissi delicti; ha confermato l'impossibilità di sindacare in sede di legittimità valutazioni di merito e di prova che non configurino vizi di legge radicali; ha precisato che il sequestro preventivo per equivalente è legittimo quando non sia possibile procedere alla confisca diretta (qui la società era stata cancellata) e che, nel concorso di persone, la misura può colpire l'intero profitto anche nei confronti di ciascun concorrente; ha inoltre ricordato che nella fase cautelare il dolo specifico può essere escluso solo se evidente (ictu oculi). Di conseguenza la misura di sequestro per equivalente a carico del Calenda è stata confermata.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, articolo 11

    Reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte che richiede atti simulati o fraudolenti idonei a rendere inefficace l'attività di recupero dell'Amministrazione finanziaria; in sede cautelare il fumus commissi delicti può essere desunto da un quadro indiziario complessivo

  • Codice penale, articolo 110

    Regola il concorso di persone nel reato; la Corte ricorda che, in presenza di concorso, la confisca per equivalente può essere disposta nei confronti di ciascun concorrente anche per l'intera entità del profitto

  • Codice di procedura penale, articolo 606, comma 1

    Limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione (motivi di diritto); la Corte sottolinea che non sono sindacabili in sede di legittimità valutazioni di fatto o motivazioni non radicalmente viziate

  • Codice di procedura penale, articolo 125, comma 3

    Norma richiamata in relazione ai presupposti del riesame/sequestro (valutazione delle risultanze tecniche e dei presupposti cautelari); la Corte ricorda il divieto di nuovo esame istruttorio in sede di riesame e in sede di legittimità

  • Codice di procedura penale, articolo 321, comma 2

    Richiamata in relazione alla individuazione del profitto e alla confisca; la Corte ribadisce i limiti e le finalità della confisca per equivalente

  • Codice di procedura penale, articolo 309, comma 9 e articolo 324, comma 7

    Norme procedurali sul procedimento cautelare e sulle ipotesi di nullità; la Corte ha ritenuto che le doglianze sulla motivazione non fossero tali da integrare nullità radicale del provvedimento

  • D.Lgs. n. 74/2000, articolo 12-bis

    Richiamata in ambito di discussione sulle misure ablative e sulle modalità di confisca correlate ai reati tributari

Massime di principio

  • Il sindacato di legittimità sulle ordinanze di sequestro preventivo è limitato a vizi di diritto: le critiche di merito o le valutazioni probatorie non sono rimediabili in cassazione salvo vizi di motivazione tali da rendere il provvedimento incomprensibile o privo dei requisiti minimi
  • In fase cautelare il dolo specifico non deve essere provato in senso definitivo: per escluderlo occorre che la sua assenza emerga in modo evidente (ictu oculi); altrimenti il giudice può fondarsi su un quadro indiziario complessivo
  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente è legittimo quando non sia possibile la confisca diretta del profitto (es. perché la società beneficiaria è stata cancellata) e può essere esteso, nella misura dell'intero profitto accertato, ai beni in capo a ciascun concorrente al reato
  • La confisca per equivalente ha anche natura sanzionatoria e dissuasiva: non è rilevante, ai fini dell'imposizione della misura, la concreta percezione individuale di una quota del profitto da parte di ciascun concorrente, bensì la loro partecipazione alla produzione del profitto illecito
  • In sede di riesame non è consentita attività istruttoria volta a riformare le valutazioni probatorie del G.i.p.; le consulenze di parte possono essere prese in considerazione, ma non determinano automaticamente l'annullamento del provvedimento cautelare se sussistono altri indizi coerenti
  • Perché il sequestro per equivalente sia legittimo occorre comunque che l'ablazione complessiva non superi l'ammontare del profitto accertato e che sussistano elementi che giustifichino l'impossibilità di rinvenire il profitto nella sua identità originaria

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