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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18749/2023 del 04/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione contro l'ordinanza del GIP del Tribunale di Imperia che non convalidava l'arresto di Khmissi per più delitti di incendio (quattro autovetture e un ex convento), ritenendo gli indizi raccolti dalla polizia giudiziaria insufficienti ai fini della convalida. Il pubblico ministero ha proposto ricorso per cassazione denunciando errata applicazione dell'art. 391 c.p.p. e contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, sostenendo che la P.G. aveva elementi ragionevoli di quasi flagranza (sorpreso nei pressi degli incendi, fuga alla vista degli agenti, mani e volto anneriti, possesso di petardi) e che tali indizi avrebbero dovuto giustificare la convalida dell'arresto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del pubblico ministero, ritenendo fondati i motivi. Ha rilevato che il GIP non ha correttamente valutato i presupposti legittimanti l'arresto (sussistenza dello stato di flagranza, titolo di reato, assenza di cause di giustificazione, rispetto dei termini procedurali) e ha prodotto una motivazione contraddittoria: da un lato ha riconosciuto l'esistenza di indizi seri, dall'altro ha escluso che essi costituissero cose o tracce dalle quali apparisse evidente l'immediatezza della condotta. Per tali ragioni la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, ritenendo superfluo un rinvio dato il carattere definitivo della fase e la natura della questione che riguarda il controllo sulla legittimità dell'operato della polizia giudiziaria.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    Richiamato come norma relativa alla continuazione o al concorso di reati: il fatto è stato qualificato come più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso.

  • art. 423 c.p.

    Norma del codice penale relativa al delitto di incendio; i fatti addebitati concernono incendi dolosi a veicoli e a immobile comunale.

  • art. 425 c.p. comma primo n. 1

    Richiamata come aggravante/parte della disciplina sugli incendi, in relazione alla qualificazione del reato contestato.

  • art. 391 comma 4 c.p.p.

    Interpretazione della Corte: in sede di convalida dell'arresto il giudice deve limitarsi a verificare i presupposti che legittimano l'arresto e la ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria, senza entrare nella valutazione della gravità indiziaria riservata alla fase cautelare o di merito.

  • art. 274 c.p.p.

    Richiamato nel contesto degli indizi di colpevolezza richiesti per l'applicazione di misure cautelari; la Corte ha ritenuto che il GIP non abbia valutato correttamente se gli indizi potessero essere considerati come cose o tracce che dimostrassero l'immediatezza della condotta.

  • art. 606 lett. b) ed e) c.p.p.

    Fondamenti di impugnazione utilizzati dal pubblico ministero: lett. b) per denuncia di erronea applicazione di norme e lett. e) per vizio della motivazione, contraddittorietà e manifesta illogicità.

  • art. 380 e 381 c.p.p.

    Riferimenti alle fattispecie rilevanti per lo stato di flagranza; la Corte ricorda che il giudice in convalida deve valutare la configurabilità astratta del reato richiamato ai fini della legittimazione dell'arresto.

  • art. 386 comma terzo e art. 390 comma primo c.p.p.

    Norme sui termini procedurali che il giudice deve verificare in sede di convalida dell'arresto; la Corte ha richiamato l'obbligo di controllo dei termini oltre alla verifica dei presupposti sostanziali.

Massime di principio

  • In sede di convalida dell'arresto il giudice non deve svolgere un accertamento di merito sulla responsabilità né una valutazione approfondita della gravità indiziaria riservata alle misure cautelari, ma deve verificare la legittimità dell'operato della polizia giudiziaria attraverso un controllo di ragionevolezza.
  • Il controllo in convalida deve comprendere la verificazione della sussistenza dello stato di flagranza o dei presupposti della detenzione, il titolo di reato per cui si è proceduto, l'assenza di cause di giustificazione manifeste e il rispetto dei termini procedurali.
  • La motivazione del GIP deve essere coerente: non è ammissibile riconoscere indizi seri per poi escludere senza adeguata spiegazione che tali indizi possano costituire elementi concreti riconducibili all'immediatezza della condotta.
  • La Cassazione può annullare senza rinvio l'ordinanza di non convalida quando il ricorso riguarda la revisione di una fase ormai definitivamente perimentata e il rinvio non avrebbe effetti utili, soprattutto se la questione riguarda la correttezza dell'operato della polizia giudiziaria.
  • Indizi di 'quasi flagranza' come presenza nei pressi del reato, fuga alla vista degli agenti, mani o volto anneriti e possesso di strumenti potenzialmente pertinenti (es. petardi) possono essere valutati come ragionevoli elementi giustificativi dell'arresto in flagranza, salvo adeguata e non contraddittoria motivazione contraria.

Testo integrale

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