Cassazione Penale, Sentenza n. 13463/2023 del 30/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte di appello di Messina. Rosta ha dedotto la nullità della sentenza per violazione dell'art. 606, comma 1, c.p.p., lamentando che il decreto di citazione per il giudizio d'appello non era stato notificato al suo difensore di fiducia (Antonino Pagano) ma ad altro avvocato, con conseguente lesione del diritto di difesa. Coelho Kellianne Silva ha dedotto: (1) vizio di motivazione in relazione all'art. 131-bis c.p., contestando la mancata applicazione della causa di non punibilità in relazione al reato di cui all'art. 387-bis c.p., soprattutto dopo la riqualificazione della violazione di domicilio da aggravata a semplice; (2) vizio di motivazione per il rigetto della richiesta di sospensione condizionale della pena, considerando la sua incensuratezza e la mancata querela della persona offesa.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso di Salvatore Rosta ritenendo fondata l'eccezione processuale relativa alla notifica al difensore; ha annullato la sentenza impugnata nei confronti di Rosta e ha rinviato ad altra sezione della Corte di appello di Messina per nuovo giudizio. Il ricorso di Coelho Kellianne Silva è stato rigettato: la Cassazione ha ritenuto corretta la valutazione della Corte distrettuale circa l'insussistenza dei presupposti dell'art. 131-bis c.p. (soprattutto per la pluralità di violazioni della stessa indole) e ha dichiarato inammissibile per genericità il motivo sulla sospensione condizionale della pena; Coelho è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 47-ter, I. n. 345 del 1975
Richiamata nella sentenza di merito originaria; la Corte di appello ha assolto Rosta da questo reato per particolare tenuità del fatto
art. 614 c.p. (violazione di domicilio)
Nei confronti di Coelho Silva il procedimento per violazione di domicilio non è stato portato avanti per mancanza di querela; ciò è stato dichiarato dalla Corte distrettuale
Norma volta a presidiare il rispetto delle misure cautelari; la Corte di appello ha confermato la condanna per reati commessi in violazione delle misure, rideterminando la pena a sei mesi
La causa di non punibilità per particolare tenuità non è stata applicata a Coelho poiché la corte ha valutato complessivamente la condotta e rilevato la pluralità di violazioni della stessa indole (comma 3 esclude l'applicazione quando si configurino più reati della stessa ratio)
Norma invocata da Rosta per dedurre la nullità della sentenza impugnata a causa di irregolare notifica al difensore, con conseguente vizio procedurale rilevante
La Corte ha richiamato il principio secondo cui la pronuncia emessa ai sensi dell'art. 131-bis, una volta irrevocabile, assume efficacia di giudicato su specifici profili; questo consente all'imputato, anche se assolto per tenuità, di avere interesse a una decisione più ampia
art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 convertito nella l. n. 176 del 2020
Richiamato per indicare che il giudizio di cassazione si è svolto a trattazione scritta secondo la normativa emergenziale applicabile
Massime di principio
- L'omessa o errata notifica del provvedimento di citazione al difensore di fiducia dell'imputato può determinare la nullità della sentenza d'appello e imporre l'annullamento con rinvio, anche se la decisione di merito è in parte favorevole all'imputato; il diritto di difesa è tutelato proceduralmente e la rappresentanza corretta è essenziale
- La causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. richiede una valutazione complessiva del fatto: quando l'agente ha posto in essere più violazioni della stessa natura o più condotte collegabili alla stessa ratio normativa, l'istituto non è applicabile (comma 3) perché impedisce la parcellizzazione del fatto
- La semplice incensuratezza dell'imputato o la mancata querela della persona offesa non determinano automaticamente la concessione della sospensione condizionale della pena; il giudice valuta anche la capacità dell'imputato di rispettare prescrizioni e provvedimenti (recidive o ulteriori violazioni possono precludere la sospensione)
- La qualificazione giuridica del fatto (es. riqualificazione della violazione di domicilio) deve essere valutata unitariamente nel quadro delle condotte complessive: la riduzione di una fattispecie non implica automaticamente l'applicabilità di cause di non punibilità rispetto ad altri reati connessi
- Anche quando una pronuncia assolve per particolare tenuità, l'imputato può avere interesse a ottenere una formula più ampia di assoluzione o decisione liberatoria, in ragione degli effetti di giudicato su profili civili e amministrativi
- Le censure sulle motivazioni devono essere specifiche e confrontarsi puntualmente con le ragioni esposte dalla corte di merito: i motivi generici sono normalmente inammissibili
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