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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34249/2024 del 11/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di appello che lo ha giudicato colpevole di detenzione illecita di arma comune da sparo (capo b). I motivi di ricorso per cassazione sono: (1) vizio e illegittimità delle intercettazioni ambientali ammesse come riscontro, denunciando l'impossibilità di accesso agli atti richiamati nei decreti autorizzativi (art. 267 e 270 c.p.p.) e l'uso, nella motivazione dei decreti, di fonti confidenziali o atti non trasmessi; (2) censura sulla qualificazione e applicazione della recidiva, contestando che la recidiva infraquinquennale sia stata correttamente ravvisata e che precedenti reati contro il patrimonio siano incompatibili con la natura del reato attuale.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di cassazione ha ritenuto infondati i motivi: ha ritenuto che le intercettazioni ambientali utilizzate in sede di rinvio fossero autorizzate da decreti di proroga autonomi (copertura giurisdizionale per il periodo utilizzato) e che la difesa non avesse prodotto gli atti richiamati nei decreti (onere probatorio nel procedimento ad quem). Quanto alla recidiva, la Corte ha confermato la correttezza della ricostruzione di merito: la recidiva aggravata è stata dichiarata sulla base del curriculum criminale dell'imputato (anche per una condanna anteriore con uso di armi), e il computo dei cinque anni deve partire dall'irrevocabilità della sentenza presupposto, non dalla data del fatto; pertanto l'aumento di pena per recidiva specifica è stato legittimamente applicato. Segue condanna alle spese e accessorie di legge.

Norme richiamate

  • art. 267 cod. proc. pen.

    art. 267 comma primo cod. proc. pen.

    La norma è richiamata in relazione alla disciplina dell'uso di atti di altro procedimento; la Corte segnala che, nel procedimento ad quem, chi eccepisce l'illegittimità dell'autorizzazione deve allegare e provare i fatti che giustificano l'inutilizzabilità

  • art. 270 cod. proc. pen.

    in relazione all'art. 270 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto delle autorizzazioni e dei decreti; il principio è che la legittimità dell'intercettazione può essere scrutinata nel procedimento ad quem ma richiede prova da parte di chi eccepisce

  • art. 203 cod. proc. pen.

    La difesa aveva censurato l'indicazione di fonte confidenziale nel decreto; la Corte ha ritenuto irrilevante il richiamo alla fonte confidenziale se esistono plurimi altri indizi autosufficienti

  • art. 99 cod. pen.

    seconda parte del comma quarto dell'art. 99 cod. pen.

    Interpretata nel senso che la recidiva qualificata può operare con i requisiti specifici anche se sono presenti due soli elementi specializzanti rispetto alla recidiva semplice, giustificando l'aumento della pena

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. U. n. 45189/2004 e altre)

    Sez. U, n. 45189 del 17/11/2004; richiamate anche sentenze Sez. 1 n. 38626/2010, Sez. 1 n. 19791/2015 e altre

    Richiamati i principi secondo cui, se gli esiti di intercettazioni provengono da altro procedimento, nel procedimento ad quem non è sempre richiesta la produzione del decreto autorizzativo ma chi eccepisce l'illegittimità deve produrre e provare i documenti che dimostrano l'insussistenza del vaglio preventivo

  • Giurisprudenza su proroga intercettazioni

    Sez. 1, n. 15818 del 29/03/2011; Sez. 5 n. 10090 del 12/03/2022; Sez. 2, n. 5061 del 15/12/2005

    La Corte richiama l'orientamento secondo cui un decreto di proroga tardivo può costituire una nuova autorizzazione per il futuro se dotato di motivazione autonoma; le intercettazioni captate durante un periodo non coperto sono inutilizzabili ma non inficiano le captazioni successivamente autorizzate

Massime di principio

  • Per impugnare l'utilizzabilità di intercettazioni acquisite in altro procedimento (procedimento a quo), nella sede del procedimento ad quem la parte ha l'onere non solo di allegare ma anche di provare l'illegittimità o la mancanza dell'autorizzazione richiamata
  • Un decreto di proroga adottato tardivamente può operare come nuova autorizzazione solo per le intercettazioni future e se corredato da autonomo apparato motivazionale; le intercettazioni captate nel periodo non coperto restano inutilizzabili ma non invalidano quelle successive regolarmente autorizzate
  • Il richiamo a fonti confidenziali nei decreti autorizzativi non determina automaticamente l'inutilizzabilità delle intercettazioni quando sussistono plurimi altri elementi indiziari autosufficienti
  • In tema di ricorso per cassazione, i motivi devono essere autosufficienti e corredati dei documenti essenziali (decreti, atti) altrimenti la censura può essere dichiarata generica e inammissibile
  • Ai fini della recidiva infraquinquennale, il computo dei cinque anni prende avvio dalla data di passaggio in giudicato della sentenza presupposto e non dalla data di commissione del fatto; la recidiva specifica può essere riconosciuta anche in presenza di precedenti reati non identici se emergono elementi di comunanza di indole o connotazioni della personalità (p.es. uso di armi)

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