Cassazione Penale, Sentenza n. 28884/2025 del 05/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Istanza volta al riconoscimento del vincolo della continuazione tra più reati ex art. 73 d.P.R. 09 ottobre 1990, n. 309, relativi a tre pronunce (sent. 2153/2018 per fatto novembre 2015; sent. 989/2021 per fatti 2016-2017; sent. 819/2023 per fatti 2016-2017). La Corte distrettuale dichiarò l'istanza inammissibile ritenendo che il ricorrente non avesse allegato elementi specifici e concreti a sostegno, limitandosi a richiamare contiguità spazio-temporale, omogeneità dei reati e similare modus operandi, elementi che sarebbero indicativi di uno stile di vita delinquenziale e non di un progetto criminoso unitario.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio alla Corte di Appello di Catanzaro per nuovo giudizio. Il motivo è che la Corte territoriale ha deciso "de plano" in assenza di adeguata motivazione che giustificasse la dichiarazione di manifesta infondatezza o mera riproposizione; tale modus procedendi ha violato il diritto al contraddittorio determinando una nullità assoluta. Pertanto l'annullamento è stato disposto con rinvio per nuovo esame, conformemente ai principi che richiedono l'annullamento con rinvio in caso di nullità del contraddittorio.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. 09 ottobre 1990, n. 309
Riferimento alla norma sostanziale relativa ai reati inerenti stupefacenti oggetto delle precedenti condanne tra le quali si chiedeva il riconoscimento della continuazione.
Norma procedurale riguardante l'istanza volta al riconoscimento della continuazione in sede di esecuzione; la Corte ha valutato che la contestazione riguardasse l'erronea applicazione di questa norma da parte del giudice dell'esecuzione.
art. 666, comma 2 cod. proc. pen.
Stabilisce i casi in cui il provvedimento 'de plano' è ammesso (manifesta infondatezza o mera riproposizione). La Cassazione ha ricordato che la declaratoria 'de plano' è legittima solo in tali ipotesi e non quando sia necessario compiere valutazioni di fatto o diritto.
art. 623, comma 1, lett. b) e art. 604, comma 4 cod. proc. pen.
Principio combinato invocato per giustificare l'annullamento con rinvio: quando il provvedimento impugnato è affetto da nullità assoluta per violazione del contraddittorio, la Cassazione dispone l'annullamento con rinvio.
Riferimento alle cause di nullità che incidono sul contraddittorio; la Corte ha qualificato la decisione 'de plano' come causa di nullità assoluta ex art. 179 ove non sia giustificata dalla legge.
art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.
Norma evocata dalla difesa nei motivi aggiunti per censurare la sentenza di merito sotto il profilo di inosservanza di norme e vizio motivazionale; la Corte ha preso atto delle doglianze ma l'annullamento è stato motivato principalmente dalla nullità procedurale.
Massime di principio
- La declaratoria di inammissibilità "de plano" in sede esecutiva è ammessa solo quando l'istanza è manifestamente infondata o è mera riproposizione di una richiesta già decisa: in tutti gli altri casi il giudice deve dar corso al contraddittorio, convocando udienza camerale.
- La mancata esplicitazione, nella motivazione, della manifesta infondatezza che giustifichi una decisione "de plano" configura violazione del diritto di difesa e determina una nullità assoluta rilevabile anche d'ufficio.
- In presenza di una nullità assoluta derivante dalla violazione del contraddittorio, la Corte di Cassazione procede all'annullamento con rinvio per nuovo giudizio, e non ad annullamento senza rinvio, conformemente al combinato disposto degli artt. 623 e 604 c.p.p.
- La richiesta di riconoscimento della continuazione richiede l'allegazione di elementi specifici e concreti idonei a dimostrare un disegno criminoso unitario; tuttavia l'insufficienza apparente degli elementi non legittima automaticamente una decisione sommaria se la valutazione richiede esame del materiale probatorio o di questioni di fatto.
- L'assenza di istanza di riconoscimento della continuazione in precedenti gradi non impedisce di proporla in sede di esecuzione, e la corte deve comunque valutare la fondatezza della richiesta nel rispetto del contraddittorio.
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