Cassazione Penale, Sentenza n. 20701/2022 del 27/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente chiedeva la restituzione del proprio motociclo sottoposto a sequestro probatorio nell'ambito di un'indagine per presunta frode assicurativa (art. 642 c.p.). Si censurava l'ordinanza del GIP che, confermando il rigetto del PM, aveva motivato in modo meramente apparente la necessità del sequestro per esigenze probatorie, senza indicare in che modo il mezzo fosse indispensabile per l'accertamento del fatto. Si deducevano altresì violazioni dell'obbligo di motivazione a pena di nullità (art. 125, co. 3, c.p.p.) e l'errata qualificazione del motociclo come "corpo del reato".
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che sia il decreto di sequestro probatorio che l'ordinanza di rigetto/conferma presentassero motivazioni meramente apparenti e insufficienti a dimostrare la necessità probatoria della detenzione del bene. Richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite, la Corte ha affermato che il provvedimento che dispone o mantiene un sequestro probatorio deve contenere una specifica e non apparente motivazione sulle esigenze dimostrative; tale onere non può essere surrogato dal giudice quando sia mancato nel provvedimento del PM. Poiché il motociclo non risultava res illecita né era necessario per provare il fatto, la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di sequestro, disponendo la restituzione immediata del motociclo all'avente diritto.
Norme richiamate
Norma sostanziale che descrive l'ipotesi di frode assicurativa, ossia il reato contestato all'indagato; la sentenza la menziona come fatto contestato ma non la ritiene idonea a giustificare di per sé il sequestro probatorio del bene
Previsione procedurale relativa alla decisione del GIP in funzione di giudice dell'opposizione al decreto del PM di rigetto della richiesta di restituzione; utilizzata per inquadrare il procedimento impugnato
Norma che consente la proposizione del ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del GIP; titolo formale in forza del quale è stato proposto il ricorso
Imposta l'obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali a pena di nullità; la Corte ha ravvisato la violazione di tale disposizione nelle decisioni del PM e del GIP per motivazione apparente e insufficiente
Norma relativa al sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la Corte sottolinea che il sequestro probatorio non può essere utilizzato per sottrarre il bene al proprietario in vista di una futura confisca, funzione propria del sequestro preventivo
art. 240, secondo comma, cod. pen.
Riguarda le cose illecite; la Corte osserva che il motociclo non è qualificabile come res illecita, per cui non si applicano le inibizioni di restituzione previste per tali beni
Richiamato implicitamente per escludere che il bene fosse indisponibile per via delle norme che vietano la restituzione di determinati oggetti; la Corte ha ritenuto che il comma non impedisse la restituzione perché la cosa non era res illecita
Giurisprudenza: Sez. Un. n. 36072/2018 (Botticelli) e altre pronunce delle Sezioni Unite
Principio consolidato richiedente una motivazione specifica e non meramente apparente nel provvedimento di sequestro probatorio circa le esigenze dimostrative; la Corte ha applicato questo orientamento per dichiarare illegittimi i provvedimenti impugnati
Massime di principio
- Il sequestro probatorio richiede una motivazione specifica circa la necessità del sequestro per l'accertamento del fatto: motivazioni generiche o meramente apparenti sono causa di annullamento.
- Il giudice (GIP) non può supplire alle carenze motivazionali del pubblico ministero: l'onere di esplicitare le esigenze probatorie compete all'organo titolare delle indagini e il suo vizio non può essere sanato dal giudice.
- Il sequestro probatorio non può avere la funzione di anticipare o sostituire il sequestro preventivo volto alla confisca; usare il probatorio per finalità di confisca è illegittimo.
- La qualificazione della cosa come "corpo del reato" deve essere adeguatamente motivata; se l'elemento materiale non è necessario alla dimostrazione del reato (es. oggetto della falsa denuncia), la sua detenzione non è giustificata.
- In mancanza di motivazione conforme ai requisiti di legge (art. 125 co. 3 c.p.p. e giurisprudenza delle Sezioni Unite), la Corte può annullare senza rinvio e disporre la restituzione del bene.
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