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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37878/2023 del 15/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva dichiarato estinti per prescrizione tutti i reati diversi dalla ricettazione e rideterminato la pena per quest'ultima. La difesa deduceva, in primo luogo, nullità per mancata comunicazione al nuovo difensore di fiducia (nominato il 4/10/2022 e con revoca dei precedenti difensori) delle conclusioni scritte depositate dal Procuratore generale il 7/10/2022; in secondo luogo, omesso esame dei motivi nuovi d'appello tempestivamente depositati dal nuovo difensore il 4/10/2022 (motivo decisivo relativo alla presunta estinzione per prescrizione di tutti i reati); in aggiunta, censure di merito sulla declaratoria di prescrizione del reato di ricettazione (commesso il 16/6/2006) e sull'errata valutazione delle prove e dell'identificazione dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i primi due motivi: la cancelleria conosceva la nuova nomina e la revoca dei precedenti difensori, quindi la comunicazione delle conclusioni del P.G. avrebbe dovuto essere indirizzata al nuovo difensore; la mancata comunicazione e il mancato esame dei motivi nuovi depositati integrano una causa di nullità generale a regime intermedio. Per tali ragioni, assorbite le ulteriori censure, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti ad altra sezione della Corte d'appello di Roma per il rinnovo del giudizio.

Norme richiamate

  • d.l. 149/2020, art. 23, comma 2

    art. 23, comma 2, d.l. 149/2020

    La norma è richiamata nel quadro della disciplina delle comunicazioni nel giudizio di appello; la Corte ha ritenuto che l'obbligo di comunicazione delle conclusioni del P.G. ricade sul difensore di fiducia nominato e inviare gli atti solo ai difensori revocati integra causa di nullità.

  • d.l. 137/2020, art. 23-bis

    art. 23-bis d.l. 137/2020

    Richiamata in relazione alle modalità di deposito delle conclusioni scritte nel giudizio di appello; la Corte ha considerato rilevante la tempestività del deposito e l'obbligo di notificazione al difensore effettivamente nominato.

  • codice di procedura penale, art. 178, comma 1, lett. c)

    art. 178, comma 1, lett. c) c.p.p.

    La norma, che disciplina il deposito e la comunicazione delle conclusioni nel procedimento d'appello, è stata interpretata nel senso che la comunicazione deve essere effettuata al difensore nominato e che l'omissione configura nullità rilevabile.

  • codice di procedura penale, art. 585, comma 4

    Richiamato in tema di motivi aggiunti e dei termini per il deposito; la Corte ha ritenuto che il mancato esame di motivi tempestivamente depositati vizi il giudizio di appello.

  • codice di procedura penale, art. 123, comma 1

    Norma sui poteri e dichiarazioni del difensore; qui citata perché il nuovo difensore aveva dichiarato la nomina ai sensi di tale disposizione, sicché la Corte e la cancelleria erano a conoscenza della nuova rappresentanza.

  • codice penale, artt. 99, 157, 161 e 648

    artt. 99, 157, 161 e 648 c.p.

    Norme richiamate dalla difesa in relazione alla declaratoria di prescrizione e alla qualificazione del reato di ricettazione (art. 648 e comma attenuato); la Corte di Cassazione non ha deciso nel merito su tali profili poiché ha ritenuto prevalenti e risolutive le nullità procedurali.

  • codice di procedura penale, art. 606, lett. c)

    art. 606, lett. c) c.p.p.

    Norma che disciplina i motivi di cassazione per vizio di motivazione; richiamata dalle censure di merito sull'errata valutazione delle prove, ma non esaminata nel merito per assorbimento dalla nullità procedurale.

  • codice di procedura penale, artt. 192 e 533

    Norme sull'assunzione e valutazione delle prove e sulla motivazione della sentenza; la Corte ha rilevato che le contestazioni relative alla valutazione probatoria non sono state decise perché l'annullamento è stato disposto per vizi procedurali prioritari.

Massime di principio

  • La nomina di un nuovo difensore di fiducia e la revoca dei precedenti devono essere portate a conoscenza della cancelleria e della controparte: tutte le comunicazioni processuali (incluso l'invio delle conclusioni scritte del P.G.) devono essere indirizzate al difensore effettivamente nominato; la mancata comunicazione può determinare nullità rilevabile in cassazione.
  • I motivi nuovi d'appello tempestivamente depositati devono essere esaminati dalla Corte d'appello; l'omesso esame di tali motivi integra vizio che può portare all'annullamento del giudizio di secondo grado.
  • Le nullità procedurali che sono 'generali a regime intermedio' (es. mancata comunicazione al difensore effettivamente nominato) sono assorbenti rispetto a questioni di merito e possono condurre all'annullamento senza rinvio, con rinvio ad altra sezione per garantire un nuovo giudizio corretto.
  • Se ci si trova nella condizione di non aver ricevuto comunicazioni processuali rilevanti (es. conclusioni del P.G.), il difensore deve tempestivamente chiedere la riapertura o la rinnovazione dell'atto, ovvero eccepire la nullità; l'omessa eccezione può comunque essere dedotta in cassazione quando la nullità è di carattere generale.
  • Anche quando la questione sostanziale (per es. prescrizione) può sembrare decisiva, errori procedurali di comunicazione o di istruttoria possono impedire la decisione sul merito e costituire motivo di annullamento; pertanto è essenziale curare sia i profili sostanziali che quelli formali.
  • Per evitare il rischio di nullità, gli uffici giudiziari dovrebbero verificare le nomine difensive aggiornate e inviare le comunicazioni tramite canali che attestino la ricezione (es. PEC) al difensore attualmente incaricato; i difensori, da parte loro, dovrebbero confermare la ricezione o chiedere la sospensione del giudizio se non adeguatamente informati.

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