Sentenza del 06/06/2024 n. 7482 - Corte di giustizia tributaria di primo grado di Roma
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl giudice ha accolto il ricorso: ha ritenuto infondato il blocco/annullamento atteso che la mera presenza di soggetti comuni nelle compagini societarie non dimostra di per sé un comportamento elusivo. La norma che consente l'opzione per sconto in fattura o cessione del credito non pone limitazioni a priori sul soggetto cessionario; l'Amministrazione deve provare effetti elusivi concreti per giustificare l'annullamento. Spese compensate.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di 20 provvedimenti di annullamento degli effetti di comunicazioni con cui il ricorrente aveva esercitato, ai sensi dell'art. 121 D.L. n.34/2020, l'opzione per la cessione del credito (relativa a interventi rientranti nel Superbonus/Ecobonus 110%). L'Ufficio aveva bloccato cautelativamente i crediti contestando una presunta elusione fiscale dovuta alla commistione di soggetti (sovrapposizione di soci/rapprentanti tra cedente, cessionario e impresa esecutrice dei lavori) e ritenendo che tale situazione potesse configurare abuso del diritto.
Norme richiamate
art. 121 D.L. n.34/2020 (Decreto Rilancio)
Riconosce l'opzione, in luogo della detrazione diretta, per lo 'sconto in fattura' o la cessione del credito per lavori 2020-2021 (e successivi). La norma non impone limitazioni sulla qualifica o composizione dei soggetti cessionari; pertanto la sola commistione societaria non è di per sé indice di elusione.
art. 14 D.L. 4 giugno 2013, n.63 (Ecobonus)
Individua gli interventi agevolabili che rientrano nella disciplina dell'opzione; richiamato come riferimento materiale per il tipo di interventi oggetto della detrazione/cessione.
art. 16‑bis, co.1, lett. a) e b) TUIR
Richiamato per i profili fiscali delle detrazioni cui è equiparata la misura; usato per delineare l'ambito delle detrazioni trasferibili tramite cessione del credito.
Legge di conversione 17 luglio 2020, n.77
Ha convertito e modificato il D.L. n.34/2020; richiamata per completezza normativa sulla disciplina dell'opzione per cessione/sconto.
Massime di principio
- La mera coincidenza o sovrapposizione di soci, rappresentanti o soggetti coinvolti in cedente, cessionario ed esecutore non costituisce automaticamente elusione fiscale.
- L'Amministrazione finanziaria che sospetti abuso del diritto o elusione deve fornire elementi concreti e prove degli effetti elusivi (artificialità, simulazione, vantaggio indebito), non può fondare il provvedimento solo su presunzioni di commistione.
- La normativa sull'opzione per sconto in fattura o cessione del credito è ampia e non contiene divieti generali circa l'identità del cessionario: eventuali limitazioni devono essere ricavate da fatti e prove, non dall'interpretazione estensiva della norma.
- Il blocco cautelativo è ammissibile ma richiede una motivazione fondata su elementi di fatto e di diritto che rendano probabile l'illegittimità; altrimenti il provvedimento è annullabile.
- In situazioni simili è utile documentare e conservare elementi che dimostrino la genuinità e l'arm's length delle operazioni: contratti completi, fatture, flussi finanziari, perizie/valutazioni indipendenti e motivazioni economiche dell'operazione.
- Per valutare il rischio di contestazione bisogna analizzare la sostanza economica dell'operazione (esistenza di scambio reale, congruità dei corrispettivi, reale esecuzione dei lavori) e non limitarsi alla verifica formale della compagine societaria.
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