Cassazione Civile, Ordinanza n. 07358/2026 del 26/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
La controversia trae origine da una cartella di pagamento notificata per Irpef e addizionali non versate in relazione all'anno d'imposta 2014. Il contribuente aveva presentato nei termini la dichiarazione dei redditi 2015, indicando però erroneamente utili che in realtà non aveva percepito. Scoperto l'errore nel 2017, aveva presentato nel febbraio 2018 una dichiarazione integrativa, poi aveva anche chiesto lo sgravio allegando documentazione bancaria e societaria. Poiché l'amministrazione non aveva accolto l'istanza, il contribuente aveva impugnato la cartella, ma i giudici di merito avevano rigettato il ricorso. In cassazione sono stati proposti due motivi: con il primo si deduceva la violazione dell'art. 2, comma 8, d.P.R. 322/1998, sostenendo la tempestività e rilevanza della dichiarazione integrativa e la possibilità di contestare in giudizio una pretesa fiscale fondata su un errore dichiarativo; con il secondo si lamentava la violazione dell'art. 5, comma 6, L. 212/2000 e dell'art. 36-bis d.P.R. 600/1973 per mancata instaurazione del contraddittorio preventivo prima dell'emissione della cartella.
La decisione
La Corte ha accolto il primo motivo e rigettato il secondo. Ha ritenuto che la sentenza di appello fosse viziata per omessa pronuncia sulla doglianza relativa alla dichiarazione integrativa tempestivamente presentata, in quanto la CTR non aveva esaminato se l'errore dichiarativo avesse inciso illegittimamente sul debito d'imposta. Ha invece escluso che, nel caso di mera omissione di versamento di quanto risultante dalla dichiarazione, fosse dovuto il contraddittorio preventivo o la comunicazione di irregolarità. La sentenza impugnata è stata quindi cassata limitatamente al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Campania, in diversa composizione, anche per le spese.
Norme richiamate
non impone un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per l'iscrizione a ruolo; lo richiede solo quando vi siano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione.
richiamato nel motivo sul procedimento di controllo automatizzato e sulla pretesa necessità del contraddittorio prima della cartella.
d.lgs. 462/1997, art. 2, comma 2
l'omissione della comunicazione di irregolarità, nel caso di controllo automatizzato su quanto dichiarato, non comporta di per sé la non debenza o riduzione di sanzioni e interessi.
art. 2, comma 8, d.P.R. 322/1998
come modificato dall'art. 5 del d.l. n. 193 del 2016, conv. in l. n. 225 del 2016
la nuova formulazione, pur non retroattiva, si applica alle fattispecie in cui, al momento della sua entrata in vigore, i termini di accertamento non erano ancora decorsi e la dichiarazione integrativa è stata presentata entro tali termini.
individua i termini di decadenza per l'accertamento; nel caso concreto tali termini erano ancora pendenti quando fu presentata la dichiarazione integrativa.
la mancata pronuncia del giudice d'appello sulla tempestività e rilevanza della dichiarazione integrativa integra un vizio di omessa pronuncia/ error in procedendo.
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
norma invocata come parametro di ricorso per cassazione per violazione di legge.
richiamato in relazione alla proposta di decisione accelerata.
richiamato per la memoria difensiva depositata dal ricorrente.
art. 2, comma 8 bis, d.P.R. 322/1998
ultimo periodo, novellato dall'art. 5, comma 1, lett. a, d.l. n. 193 del 2016
consente comunque la contestazione in giudizio di riprese fiscali fondate su errori dichiarativi che abbiano inciso in danno del contribuente sul debito d'imposta.
Massime di principio
- Nel procedimento di controllo automatizzato delle dichiarazioni, il contraddittorio preventivo non è dovuto in modo generalizzato: è necessario solo quando emergano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione; se la pretesa deriva dal mero mancato pagamento di quanto dichiarato, la cartella può essere emessa senza previa comunicazione di irregolarità.
- La presentazione di una dichiarazione integrativa tempestiva, effettuata entro i termini di decadenza per l'accertamento ancora pendenti, deve essere esaminata dal giudice di merito quando il contribuente la invoca per contestare la pretesa tributaria.
- L'omessa pronuncia su una specifica doglianza dedotta in giudizio integra un vizio di nullità della sentenza per error in procedendo ai sensi dell'art. 112 c.p.c., denunciabile in cassazione.
- Anche a prescindere dalla disciplina della dichiarazione integrativa, il contribuente può contestare in giudizio riprese fiscali fondate su errori dichiarativi che abbiano falsato in suo danno l'ammontare del debito d'imposta.
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