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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30369/2024 del 24/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro preventivo di 3 cani per il reato di cui all'art. 727, comma 2, c.p., contestando la sussistenza del fumus commissi delicti e denunciando violazione di legge per la mancata acquisizione e valutazione della relazione del veterinario dott. Franchetti (acquisita al fascicolo solo il 10/08/2023). La ricorrente ha sostenuto la genericità del capo di imputazione e che la relazione veterinaria attestava l'assenza di segni di sofferenza negli animali, potendo quindi escludere il reato e l'esigenza del sequestro.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il controllo in Cassazione avverso misure reali sia limitato alla violazione di legge e che nel caso la motivazione del giudice a quo fosse adeguata e coerente: il Tribunale del riesame aveva richiamato i rilievi di polizia giudiziaria e dell'ENPA che descrivevano condizioni di sporcizia, abbandono, deiezioni non rimosse, cibo sparso, carente somministrazione d'acqua e prolungata detenzione in spazi angusti. La Corte ha osservato che la relazione del dott. Franchetti non era presente nel fascicolo al momento della pronuncia del riesame (05/07/2023) e che la ricorrente non aveva sollevato la questione nei precedenti gradi; pertanto la doglianza è inammissibile. È stata inoltre ritenuta sussistente la possibilità di reiterazione del reato per la perdurante disponibilità degli animali nelle stesse condizioni. Per conseguenza la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 727, comma 2, codice penale

    art. 727, comma 2, cod. pen.

    La fattispecie comprende non solo situazioni che determinano un processo patologico, ma anche condizioni di detenzione che producono patimenti o afflizione; rilevano maltrattamento, abbandono e incuria che incidono sul benessere psico-fisico dell'animale.

  • art. 325, comma 1, codice di procedura penale

    art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali è ammesso esclusivamente per violazione di legge; profili di fatto e di valutazione delle prove sono in linea di massima sottratti al sindacato in questa sede.

  • art. 606, lett. e), codice di procedura penale

    lett. e) art. 606 cod. proc. pen.

    La manifestamente illogica motivazione è sindacabile in Cassazione con il motivo specifico previsto da questa disposizione; non può essere ricompresa genericamente nel vizio di violazione di legge.

  • art. 125, comma 3, codice di procedura penale

    art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali; la mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente integra una violazione di legge sindacabile in Cassazione.

  • art. 23, comma 8, D.L. 137/2020

    art. 23 comma 8 D.L. 137/2020

    Norma richiamata in riferimento alla definizione del ricorso secondo la disciplina emergenziale; indicazione procedurale relativa alla definizione del ricorso.

  • art. 616, codice di procedura penale

    Prevede l'onere delle spese e la possibilità di condanna al versamento in favore della Cassa delle ammende in caso di declaratoria di inammissibilità o rigetto del ricorso, con possibile valutazione di profili di colpa.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro misure reali è limitato a censure di violazione di legge: critiche su valutazioni di fatto o sulla logica della motivazione richiedono il motivo specifico previsto dall'art. 606 c.p.p.
  • Per contestare efficacemente un sequestro preventivo fondato su condizioni di detenzione, è fondamentale sollevare tempestivamente e nei gradi di merito eventuali elementi probatori nuovi (es. relazione veterinaria); documenti acquisiti al fascicolo solo dopo la decisione del giudice del riesame difficilmente possono essere utilizzati per impugnare la misura in Cassazione.
  • La sussistenza del fumus commissi delicti per art. 727 c.p. può essere desunta non solo da lesioni o malnutrizione ma anche da condizioni ambientali e di cura (sporcizia, deiezioni non rimosse, inattendibilità della somministrazione d'acqua, abbandono), e ripetute segnalazioni rafforzano la valutazione del rischio.
  • Il rifiuto di consentire l'accesso al veterinario incaricato dalle autorità può pregiudicare la difesa della titolarità e la tempestiva acquisizione di valutazioni sanitarie utili a confutare il reato.
  • In procedimenti incidentali come il riesame non può essere svolto un accertamento definitivo dei fatti tipici del processo principale; il giudice del riesame valuta l'esistenza di gravi indizi e il pericolo di reiterazione in via sommaria.
  • Non sollevare in tempo utile una specifica doglianza procedurale nei gradi precedenti può determinare l'inammissibilità della stessa in Cassazione; è essenziale che le eccezioni rilevanti siano tempestivamente dedotte e documentate.

Testo integrale

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