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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20892/2025 del 04/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente denunciava l'omessa e insufficiente motivazione della Corte d'appello che, riformando la sentenza di assoluzione del Tribunale per il reato ex art. 73 co. 5 DPR 309/90 (detenzione di sostanze stupefacenti), si era limitata a formulazioni generiche rispetto alle argomentazioni di primo grado. Il Tribunale aveva assolto per uso personale valorizzando il contesto probatorio (22,6 g di marijuana in un unico involucro nel baule della camera da letto, bilancia in cucina, assenza di denaro e di strumenti per il confezionamento). La Corte d'appello, invece, dichiarò l'estinzione del reato per prescrizione senza fornire un accertamento positivo della colpevolezza né una motivazione rafforzata rispetto all'impugnazione proposta dal Pubblico Ministero.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'appello ai sensi dell'art. 620 c.p.p., lett. d). È stato rilevato che l'appello del P.M. non era stato adeguatamente motivato dalla Corte d'appello e che questa aveva impropriamente fatto prevalere la causa estintiva (prescrizione) senza superare l'assoluzione di primo grado mediante un convincente accertamento della colpevolezza. Per tali ragioni la decisione impugnata è stata annullata senza rinvio e deve prevalere la pronuncia favorevole all'imputato derivante dal primo grado.

Norme richiamate

  • DPR 309/1990 art. 73, comma 5

    Norma che sanziona la detenzione di sostanze stupefacenti; la sua applicazione nel caso concreto riguardava il possesso di marijuana quantificata in 22,6 g.

  • Codice di procedura penale - art. 530, comma 2

    Principio del favor rei: se la prova è insufficiente o contraddittoria, deve essere pronunciata sentenza di proscioglimento nel merito; tale regola prevale rispetto a decisioni in rito meno favorevoli all'imputato quando sussiste ambiguità probatoria.

  • Codice di procedura penale - art. 129

    Disciplina la dichiarazione di non punibilità o altre cause estintive in rito; la dichiarazione di estinzione del reato dovrebbe prevalere quando dagli atti risulta evidente l'assenza del fatto o l'innocenza dell'imputato, ma non può essere applicata per soppiantare una precedente assoluzione senza un positivo accertamento di colpevolezza.

  • Codice di procedura penale - art. 620, lett. d

    Consente la cassazione senza rinvio quando la decisione impugnata è manifestamente nulla o vietata; qui è stata usata per annullare la sentenza che aveva illegittimamente fatto prevalere la prescrizione senza adeguata motivazione.

Massime di principio

  • Quando il Pubblico Ministero impugna un'assoluzione piena, il giudice d'appello può dichiarare la sopravvenuta estinzione del reato per prescrizione solo se ritiene fondata l'impugnazione e fornisce motivazione adeguata e specifica che dimostri il superamento della decisione assolutoria.
  • La regola del favor rei (art. 530 c.p.p., comma 2) impone che, in caso di prove contraddittorie o insufficienti, prevalga la pronuncia più favorevole all'imputato; una dichiarazione di estinzione non può sostituire una sentenza di merito assolutoria a meno che la prova non consenta una sostituzione con decisione di condanna.
  • La mera affermazione generica che gli elementi probatori 'non permettono di condividere' la decisione di primo grado non è sufficiente: il giudice d'appello deve svolgere un apprezzamento concreto e motivato delle emergenze probatorie per ritenere fondata l'impugnazione del P.M.
  • Se la Corte d'appello dichiara l'estinzione del reato senza aver compiuto un accertamento positivo della colpevolezza e senza adeguata motivazione, la Cassazione può annullare la sentenza senza rinvio quando la decisione è incompatibile con la regola probatoria a favore dell'imputato.
  • In casi pratici di detenzione di stupefacenti per uso personale (quantitativo, luogo di custodia, assenza di strumenti per il traffico, mancanza di denaro), occorre valutare con attenzione se le circostanze consentono di superare il dubbio e giustificare una condanna prima di applicare una causa estintiva in luogo di una pronuncia assolutoria.

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