Cassazione Penale, Sentenza n. 46166/2023 del 15/11/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del tribunale del riesame di Grosseto che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo (emesso dal GIP il 29.4.2023) relativo ai saldi attivi dei conti correnti nella disponibilità degli indagati, sequestri disposti in vista della confisca facoltativa del profitto derivante da reati di bancarotta (fra bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione e bancarotta impropria). Il tribunale del riesame aveva ritenuto carente il nesso pertinenziale fra le somme sequestrate e i reati e l'esistenza del "periculum in mora", sostenendo che la sola esistenza di un trust contenente beni immobili di valore non fosse sufficiente a giustificare il sequestro dei saldi dei conti. Il Procuratore ha dedotto violazione di legge, sostenendo che la confisca del denaro profitto deve essere qualificata come diretta e che la giurisprudenza non richiede la prova dell'origine materiale della specifica somma sequestrata.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore ritenendo sussistente un errore di diritto e, soprattutto, l'assoluta carenza motivazionale del tribunale del riesame circa l'insussistenza del nesso pertinenziale tra l'incremento patrimoniale contestato e i saldi sequestrati. La Corte ha richiamato l'orientamento delle Sezioni Unite secondo cui la confisca di denaro profitto è diretta e non necessita della prova che la specifica somma sequestrata sia materialmente coincidente con il prezzo/profitto del reato; ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e disposto il rinvio al tribunale del riesame di Grosseto per un nuovo esame, con istruzioni di colmare la carenza motivazionale e rivalutare anche il "periculum in mora" alla luce della decisione sul nesso pertinenziale.
Norme richiamate
norma che disciplina la competenza del tribunale del riesame per l'impugnazione dei provvedimenti cautelari; utilizzata per contestare l'ordinanza di riesame impugnata
sequestro preventivo di cui all'art. 321, comma 2, c.p.p.
disciplinazione del sequestro preventivo finalizzato alla confisca; il provvedimento deve contenere motivazione anche sul "periculum in mora"
finalizzato alla confisca di cui all'art. 240 c.p.
norma sulla confisca come misura patrimoniale applicabile al profitto/ prezzo del reato; la confisca del denaro profitto può essere diretta
Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021 (Rv. 282037)
Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021, Rv. 282037
principio secondo cui la confisca del denaro costituente profitto o prezzo del reato va qualificata come confisca diretta e non per equivalente, non richiedendo la prova dell'origine lecita della specifica somma sequestrata
Sez. U, n. 31617 del 26/06/2015 (Rv. 264437)
Sez. U, n. 31617 del 26/06/2015, Rv. 264437
pregresso orientamento che afferma la possibilità di confiscare le somme depositate su conto corrente come confisca diretta del profitto in denaro, senza richiedere che la somma materiale coincida con il profitto
Sez. 5, n. 31186 del 27/06/2023 (Rv. 285072)
Sez. 5, n. 31186 del 27/06/2023, Rv. 285072
ulteriori approfondimenti giurisprudenziali sul tema della confisca del denaro e del nesso tra incremento patrimoniale e reato
Sez. 2, n. 18951 del 14/03/2017 (Rv. 269656)
Sez. 2, n. 18951 del 14/03/2017, Rv. 269656
principio sulla necessità di motivazione adeguata da parte del giudice di merito; carenza motivazionale può costituire vizio rilevabile in cassazione
Sez. U, n. 36959 del 24/06/2021 (Rv. 281848)
Sez. U, n. 36959 del 24/06/2021, Rv. 281848
orientamento secondo cui la motivazione del sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve trattare il "periculum in mora" e spiegare le ragioni dell'anticipazione dell'ablazione patrimoniale rispetto al giudizio
Massime di principio
- La confisca del denaro ritenuto profitto o prezzo del reato è in linea di principio una confisca diretta e non necessita della prova che la specifica somma sequestrata sia materialmente la stessa del profitto criminoso, data la natura fungibile del denaro
- Per disporre un sequestro preventivo finalizzato alla confisca occorre motivare adeguatamente il nesso pertinenziale tra l'incremento patrimoniale contestato e i beni sequestrati (anche se fungibili come denaro su conto corrente)
- La mera esistenza di un trust o di strutture di protezione patrimoniale non è automaticamente idonea a escludere la pertinenzialità di saldi bancari al profitto del reato; va valutato il concreto percorso dell'incremento patrimoniale
- Il "periculum in mora" è un requisito che deve essere esplicitamente motivato nel provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la sua valutazione dipende anche dall'accertamento del nesso pertinenziale
- L'assenza di motivazione sul punto cruciale (nesso pertinenziale o periculum in mora) integra un vizio di diritto che può comportare l'annullamento del provvedimento e il rinvio al giudice di merito per nuovo esame
- In fase investigativa il pubblico ministero deve documentare con elementi indiziari l'incremento patrimoniale riconducibile ai reati contestati; il giudice del riesame deve poi valutare e motivare la sussistenza del nesso e del pericolo di dispersione
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