Cassazione Penale, Sentenza n. 10709/2022 del 24/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva respinto il reclamo avverso il diniego della liberazione anticipata per tre semestri. Il ricorrente contestava l'interpretazione secondo cui le condotte di bancarotta e la mancata tenuta o consegna della contabilità, valutate dal Tribunale come rilevanti, erano avvenute in epoca coerente con i periodi detentivi; sosteneva che i delitti fossero da considerare di consumazione continuata (permanenti) e che non era stato individuato con precisione il momento dell'omissione, né era stata data corretta applicazione dell'art. 54 L. 354/1975 e dell'art. 216 L. fall.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che i giudici di merito avessero fondatamente valutato il perdurante obbligo dell'imprenditore di redigere e conservare le registrazioni contabili fino alla dichiarazione di fallimento; pertanto le omissioni antecedenti alla dichiarazione non escludono l'obbligo di ricostruzione e consegna al curatore e restano rilevanti ai fini del diniego della liberazione anticipata. Per l'inammissibilità la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
Norma relativa ai requisiti per benefici penitenziari (liberazione anticipata); la Corte richiede valutazione concreta della partecipazione all'opera rieducativa e consente il diniego se successivi comportamenti mostrino assenza di tale partecipazione
Regola l'obbligo di tenuta e, in caso di fallimento, di consegna della contabilità al curatore; interpretata come obbligo persistente fino alla dichiarazione di fallimento, per cui omissioni antecedenti non esonerano dall'obbligo di ricostruzione e consegna
Prevede la condanna del ricorrente per l'inammissibilità del ricorso al pagamento delle spese processuali e, ove opportuno, il versamento di una somma alla Cassa delle Ammende
Giurisprudenza di riferimento (Sez.5, n.20514 del 22/01/2019)
Precedente che conferma il principio della persistenza dell'obbligo di tenuta delle registrazioni contabili fino alla dichiarazione di fallimento e la conseguente rilevanza di omissioni anche se iniziate anteriormente
Massime di principio
- Se il fatto illecito relativo alla contabilità è qualificato come permanente (omissione continuata), l'obbligo di tenuta e di ricostruzione perdura fino alla dichiarazione di fallimento e può rendere rilevante la condotta anche rispetto a periodi detentivi antecedenti alla dichiarazione stessa
- Per negare benefici penitenziari (es. liberazione anticipata) il giudice deve valutare concretamente la partecipazione del detenuto all'opera rieducativa e, se necessario, accertare se condotte post-detentive dimostrino l'assenza di tale partecipazione; tali accertamenti devono essere temporizzati e motivati
- Non basta un rilievo astratto di recidiva o gravità: il giudice deve indicare il nesso temporale e materiale tra le condotte contestate e i periodi di detenzione rilevanti
- In presenza di contestazioni su reati permanenti, l'interpretazione più favorevole al reo riguardo alla datazione dell'omissione può essere rilevante in sede di merito, perciò il difensore deve puntare a far emergere prove o argomentazioni precise sulla temporalità
- La Corte di Cassazione non riesamina i fatti se i giudici di merito hanno compiuto una valutazione razionale e motivata; ricorsi che non mostrano un errore di diritto o una manifesta illogicità saranno dichiarati inammissibili
- L'inammissibilità o il rigetto del ricorso può comportare condanne alle spese e somme alla Cassa delle Ammende; considerare il rischio economico prima di proporre cassazione priva di adeguata base
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